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I 5 stelle di cento e frazioni

«Timori sul futuro della ricostruzione post terremoto»

«Timori sul futuro della ricostruzione post terremoto»

CENTO. «Siamo nel semestre bianco della amministrazione Lodi e del responsabile dell'ufficio tecnico Piacquadio. In più, l'uscita anticipata dell'ingegnere capo dal Comune rischia di creare lo stesso...

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CENTO. «Siamo nel semestre bianco della amministrazione Lodi e del responsabile dell'ufficio tecnico Piacquadio. In più, l'uscita anticipata dell'ingegnere capo dal Comune rischia di creare lo stesso vuoto di potere decisionale che avvenne con le dimissioni di Errani». Timori effettivi, quelli espressi da Massimo Vignola e Angela Cariani, attivisti di Cittadini a 5 Stelle di Cento e Frazioni, sul futuro della ricostruzione post sisma nel Centese. Dal gruppo vicino al M5Stelle, un grido d'allarme e un'attenta valutazioni dei dati emersi dall'ultima riunione del consiglio regionale svolta a Crevalcore: «Il Comune di Cento - riferiscono Vignola e Cariani - a oggi è quello che ha la percentuale più alta di Map ancora occupati. Su 44 moduli realizzati, di cui 40 utilizzati, ne risultano ancora occupati 26 (42%). Numeri fanno riflettere se paragonati a quelli di Novi, dove sono stati costruiti 125 moduli: 72 oggi ancora occupati e 53 liberati». Poi il riferimento alla chiusura dei Map: «Entro fine anno, come dichiarato da Regione e Comune, i Map dovranno essere smantellati. Ma non esiste un’ordinanza regionale e a Cento non c'è un piano di uscita per chi vive nei Map, proprietari di case o famiglie prima in affitto». Vignola e la Cariani non nascondono né minimizzano gli sforzi fatti da Regione e Comuni, ma ne richiamano le criticità: «Si vantano della ricostruzione in Emilia, tanto da volerla come modello legislativo nazionale, ma 800 ordinanze in 3 anni non hanno ancora risolto molte questioni, anzi...». Primo esempio: «Le pratiche rimbalzano tra Comuni e Regione per limare sui contributi da concedere, mentre i conti in generale non tornato. Erano 6,5miliardi i fondi erogati dallo Stato per il sisma in Emilia, ad oggi è stato erogato poco più di 1 miliardo. Se restano 5miliardi, perché chiedere un altro miliardo allo Stato, motivando che i 6 non bastano?». Secondo: «In base alle schede Aedes, risultavano 17mila abitazioni colpite con diversa gravità dal sisma, mentre risultano erogate circa 11.600 domande. Quindi, circa 6mila famiglie non hanno mai presentato domanda di contributo. Un dato su cui hanno inciso le difficoltà dei cavilli burocratici. Per gli stessi motivi, una percentuale altissima di domande presentate risulta ferma». Questo, per Vignola e Cariani, è il vero ostacolo: «La burocrazia, troppo spesso motivata, quasi all'eccesso, con la necessità di trasparenza contro le infiltrazioni mafiose». Inoltre i Comuni del cratere hanno «reso la situazione ancora più complicata, non recependo le ordinanze sullo stato di fatto degli edifici, ma facendo prevalere l'aspetto paesaggistico con continue richieste di integrazioni tecniche. A oggi, la ricostruzione privata a Cento è lontana dall'essere a buon punto. Ci vorranno, per completarla, molto anni». A preoccupare poi, il fatto che «ben presto l'ingegner Piacquadio (responsabile ufficio tecnico) se ne andrà». Dalla promessa di stabilizzazione alla scelta di lasciare il Comune di Cento, per trasferirsi nel Comune di Castelmaggiore: «Quello di Piacquadio - evidenzia Vignola - un incarico legato al mandato del sindaco Lodi. Mancano 6 mesi alle elezioni, poi arriverà il nuovo sindaco. Il timore di noi terremotati e non, è che la ricostruzione a Cento, rischi di fermarsi per un anno. Cento non ne ha davvero bisogno». (b.b.)

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