«Eravamo in hotel e abbiamo sentito spari e boati»
Una coppia di Cento venerdì a Parigi nel X arrondissement: una notte da incubo, siamo subito rientrati
CENTO. «A Parigi, momenti di terrore. Abbiamo perduto la visita, ma abbiamo portato a casa la vita». Sono tornati sabato sera, Guido Bonzagni e Giliola Mazzanti, coppia di centesi in vacanza nella capitale francese. Avevano scelto proprio Parigi, come meta del viaggio vinto grazie al concorso indetto dai commercianti promotori della Passeggiata d'Autunno per le vie Malagodi e Cremonino. Dopo aver ritirato il biglietto un mese fa, per un viaggio a scelta in una delle capitali europee, la prenotazione della vacanza a Parigi, dal 11 al 14 novembre. «Siamo arrivati mercoledì - raccontano - e abbiamo raggiunto la sistemazione: un hotel vicino a Gare de l'Est, proprio nel X arrondissement, nel centro di Parigi». Poi venerdì, le stragi: «Eravamo in hotel. E subito dopo cena, abbiamo iniziato a sentire spari, fortissimi botti, e sirene in continuazione. Auto della polizia, ambulanze e soccorsi che sfrecciavano. Un via vai continuo. Non abbiamo capito subito cosa stesse accadendo, ma alla reception, ci hanno consigliato di stare in hotel, perché qualsiasi cosa stesse stava succedendo, era molto molto vicina. Vedevamo la gente fuggire. Momenti di vero terrore». Una notte da incubo, rotta fin dalla prima mattina, dalle telefonate, dei parenti da Cento, e dal figlio da Stoccolma. Contattata l'ambasciata italiana, il consiglio dato ai due coniugi centesi, è stato di recarsi prima possibile e senza fermate intermedie, in aeroporto per il rientro in Italia. «Così abbiamo fatto. Quello in taxi verso l'aeroporto – riferiscono Guido e Giliola – è stato un viaggio che non dimenticheremo mai. Parigi era deserta, spettrale. Negli occhi delle persone che incontravamo, la paura, tanta paura. Sulle strade, ogni 150 metri, un gruppo di 3-4militari in divisa e in assetto da guerra. Sembrava un film. E invece, purtroppo, era tutto vero. Non abbiamo visitato la torre Eiffel, né il Louvre, ma non importa. Siamo tornati a casa, e non vedevamo l'ora. Il pensiero è rimasto ai tantissimi italiani che, durante la visita alla città, abbiamo incontrato».
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