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«Incidenti, numeri spaventosi»

«Incidenti, numeri spaventosi»

Per Anna Barbieri (“Vittime sulla strada”) la prima causa resta la mancanza di coscienza civile

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FERRARA. «Nel 2014 le vittime della strada sono state in Italia 3.381 e 150mila i feriti molti dei quali con invalidità permanente». Lo ha ricordato ieri, durante la celebrazione della Giornata Mondiale per le vittime della strada che si è tenuta nella chiesa di San Giovanni Battista a Quacchio, Anna Barbieri responsabile per Ferrara e Provincia, dell'associazione “Vittime della strada”.

«Numeri spaventosi - ha proseguito - che già nei primi 9 mesi di quest'anno sembrano purtroppo, destinati ad aumentare il totale. Noi non chiediamo che i colpevoli vadano in prigione, vogliamo solo che calino le vittime; ma se per raggiungere questo scopo sono necessarie leggi severe che portino in carcere chi ha causato la morte di tanti innocenti, allora ben vengano».

Anna Barbieri ha tenuto il suo intervento al termine della messa, e ha iniziato con una comprensibile riflessione sulla recente strage di Parigi dove altri innocenti hanno perso la vita ed essendo la portavoce di un’associazione di persone che conoscono molto bene il dolore per la morte di un proprio caro a causa di altri, l'abbraccio è per tutte le famiglie francesi e ferraresi che hanno subìto una perdita così grave».

«Celebriamo il decimo anniversario del riconoscimento da parte dell'Onu di questa Giornata - ha poi concluso - ed il ventesimo dalla sua istituzione, con due scopi principali: ricordare i milioni di morti sulle strade, soprattutto giovani con meno di 40 anni e riflettere sul bilancio umano, sociale ed economico che sono costati, con il rammarico che molti di loro si sarebbero potuti salvare; perché la causa prima di tutto, è l'umanità senza una coscienza civile». Ringraziando le autorità presenti ( i comandanti dei carabinieri, della guardia di Finanza e della polizia municipale, l'assessore Sapigni e le crocerossine) la Barbieri ha chiesto un minuto di silenzio per accomunare tutte le vittime in un solo accorato pensiero.

Anche il sacerdote durante l'omelia ha fatto riferimento alla strage di Parigi ed a chi causa la morte di un altro uomo sulla strada. «Ma ricordiamolo - ha concluso - che non sono il mitra o l'auto ad uccidere, ma la mente umana che sceglie di farlo. Né il papa, né il governo, né noi possiamo fare qualcosa per il suo cuore indurito; solo Dio ha questo potere. I fatti gravi della vita sono solo un allenamento di quello che accadrà al mondo; la morte vera è decidere per l'eternità che ci attende, ma l'uomo singolo spesso si rifiuta di farlo».

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