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Il deposito del marchio fa litigare i Grilli estensi

Una parte del sodalizio locale contesta la proprietà “personale” del simbolo Contestata la fondatrice: con chi ne ha parlato? Lei ribatte: scelta legittima

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«Una silhouette nera su sfondo bianco delle quattro torri del Castello estense di Ferrara» e al centro delle torri «testa e mani di un grillo verde stilizzato», così viene descritto il simbolo dei “Grilli estensi” depositato l’1 ottobre scorso all’Ufficio italiano marchi e brevetti. Tra gli iscritti del meet up, però, la notizia che una delle fondatrici del gruppo di attivisti ferraresi, Silvia Mantovani, ex consigliera comunale pentastellata, ha depositato a suo nome l’elaborato che rappresenterà in città i supporters ufficiali di Grillo è stata accolta con qualche tensione.

«Perché l’ha depositato a suo nome – chiedono alcuni esponenti del sodalizio – e non per conto di un’associazione? Tecnicamente il marchio può essere depositato anche da una società giuridica, cioè da un gruppo di persone. Si è invece voluto che quel simbolo fosse di proprietà di una persona fisica. Chi l’ha deciso? Dove e quando è stata avviata una discussione nel meet up locale coinvolgendo gli oltre 500 iscritti?».

Silvia Mantovani risponde che «a quanto mi risulta l’Associazione di Promozione Sociale “Grilli Estensi”, che qui ha operato in passato, non esiste più. Quindi ho depositato il marchio a mio nome, scelta legittima», un’affermazione che va collegata con quella, rilasciata alla Nuova Ferrara domenica scorsa, nella quale l’ex consigliera spiega che «abbiamo fatto noi questa mossa prima che la facesse qualcun altro».

Il gioco d’anticipo fa trasparire se non altro una difficoltà di rapporti tra le diverse anime dei sostenitori locali dei Cinque Stelle. La contesa sarebbe già emersa in rete attraverso messaggi postati da attivisti del gruppo, nei quali si chiedevano le ragioni del mancato avvio di una discussione locale sul simbolo e si esprimevano valutazioni critiche sulla gestione della pagina Facebook del meet up.

Quest’ultima è contraddistinta dal logo del M5S affiancato dalla scritta M5S Ferrara – Grilli Estensi Comunità. Il legame politico tra i due marchi era stato riconosciuto dallo stesso Grillo nel corso della campagna elettorale per le amministrative del 2014 e proprio dalle fila del sodalizio grillino era emersa la candidatura a sindaco di Ilaria Morghen, oggi capogruppo pentastellata in consiglio comunale. Quel simbolo campeggia ancora sulla pagina del curriculum vitae della Morghen reperibile in internet. Forse non è proprio azzardato a questo punto dedurre che una parte del meet up ha intravisto la possibilità che potessero appropriarsi del simbolo dei “Grilli estensi” – strettamente legato al M5S locale - persone non in linea con l’attuale conduzione del sodalizio ferrarese. Giova ricordare a questo proposito che l’aggancio territoriale tra meet up e movimento nazionale è stato oggetto sul blog di Grillo, lo scorso luglio, di un post con il quale due maggiorenti del partito, Roberto Fico e Alessandro Di Battista, mettevano i puntini sulle i soffermandosi sul rapporto tra meet up e M5S: «I meetup da soli non sono il MoVimento 5 Stelle - questa l’indicazione nazionale - Meetup e MoVimento 5 Stelle possono essere due aspetti dello stesso progetto di democrazia diretta. La partecipazione al meetup non dà diritto all’uso del simbolo MoVimento 5 Stelle in alcun modo, che può essere usato solo dai portavoce e dalle liste certificate limitatamente alla durata della campagna elettorale».

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