«Mi servono 2-3 giovani, anche minorenni»
Inchiesta durata 6 mesi e conclusa con 4 arresti: uno in città, a Napoli e due a Novara
«Mi servono 2-3 giovani, anche minorenni...»: le prenotazioni partivano dall’Italia e sono state intercettate dalla polizia di Ragusa e dallo Sco di Roma. Telefonate che partivano dall'Italia verso Libia e Nigeria, da quello che la procura antimafia di Catania ha indicato come una sorta di «ufficio di avvio al lavoro», solo che l'occupazione era la prostituzione. Le indagini della squadra mobile di Ragusa e dal Servizio centrale operativo di Roma durate 6 mesi si sono concluse con l’emissione degli arresti di 4 persone, compresa la nigeriana-ferrarese: 'Faith' Ejiro Ogheneintesa Ogagaoghene, di 24 anni, residente a Cameri (Novara); Ogaga Oghene Oju, di 32, residente a Prato, e 'Evà Felicia Kelechi Izogie, di 27 anni, residente a Napoli. Tre donne e un uomo ai vertici del traffico internazionale di esseri umani, arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a questo. Un traffico in cui la sottomissione psicologica coi rito vooodoo obbligava le ragazze a non ribellarsi.Ma sono state alcune di loro, però, a far scoprire tutto, l’incubo cui erano costrette: «Mi avevano detto che una volta in Italia - ha raccontato una di loro alla polizia appena arrivata a Pozzallo - sarei andata a scuola e poi avrei fatto la baby-sitter per mantenermi; appena ho messo piede sul barcone ho scoperto che mi sarei dovuta prostituire». «In Nigeria e in Libia - racconta un'altra - mi hanno costretta ad avere rapporti sessuali, altrimenti non mi avrebbero fatta partire». Ma non tutte hanno il coraggio di ribellarsi per il timore degli effetti del voodoo. Così come è capitato a una giovane donna trovata a Novara nella casa di una tra gli arrestati: era libera di andare, ma restava perché temeva le ripercussioni del rito e aveva un debito da onorare di 25mila euro con la 'maman'. Le indagini sono state portate avanti dalla polizia di Ragusa, e coordinate dalla procura antimafia di Catania e hanno avuto la collaborazione della polizia delle varie città interessate (Ferrara, Napoli e Novara) per gli arresti eseguiti. Arresti per cui vi è stata già la convalida dei giudici che hanno emesso ordinanze di custodia cautelare e poi trasmesso gli atti a Catania per competenza.
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