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Omicidio Govoni, ora la parola all’autopsia

Omicidio Govoni, ora la parola all’autopsia

Gli accertamenti medico legali sulla salma dell’anziana massacrata di botte potranno fornire ulteriori elementi sull’aggressione nella casa di Renazzo.

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CENTO. Sono il medico legale Maria Rosa Gaudio e il genetista Matteo Fabbri i due periti a cui il pubblico ministero Filippo Di Benedetto ha conferito l'incarico di eseguire l'autopsia sul corpo di Cloe Govoni, l’anziana vittima della feroce aggressione subita nella sua casa il 7 novembre e deceduta dopo un’agonia di cinque giorni.

Solo al termine degli accertamenti medico legali, che potranno fornire ulteriori elementi di prova, sarà possibile fissare la data dei funerali, in occasione dei quali - ha già annunciato nei giorni scorsi il sindaco Piero Lodi - sarà proclamato il lutto cittadino.

L’autopsia è necessaria per accertare le esatte cause del decesso dell’84enne, picchiata a morte dai due ragazzi che lei aveva sorpreso nella sua casa. E che si erano accaniti contro l’anziana e contro sua nuora (Maria Humeniuc, 53 anni, ricoverata all’ospedale Maggiore di Bologna) e massacrandole di botte.

Per la morte di Cloe Govoni, con l’accusa di omicidio volontario aggravato sono in carcere Constantin Grumeza, 22 anni, e Leonard Veissel, 26 anni, che devono anche rispondere del reato di tentato omicidio nei confronti di Maria. Entrambi, catturati con un’indagine-lampo dai carabinieri della compagnia di Cento a poche ore l’uno dall’altro, hanno confessato di aver aggredito le due donne, giustificandosi di averlo fatto per aver «perso la testa». Ma con due versioni opposte, visto che i due ragazzi si accusano a vicenda per un omicidio e un tentato omicidio compiuti a mani nude sulle due donne.

Grumeza, dice che a picchiare a morte l'anziana e a colpire la nuora è stato Veissel, che a sua volta accusa il complice. E proprio l’autopsia iniziata ieri sulla salma dell’anziana potrà contribuire a valutare se vi sia corrispondenza con le dichiarazioni dei due giovani.

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