Presa a Ferrara la trafficante di schiave
Donna nigeriana era il riferimento in città della tratta di ragazze tra Nigeria, Libia e Sicilia: poi erano trasferite al Nord
L’hanno arrestata in una casa di via Putinati dove abitava dal gennaio scorso, arrivata anche lei in Italia come profuga e ora richiedente asilo politico. In realtà, secondo l’accusa che l’ha portata in carcere, qui a Ferrara, lei - che non ha mai fatto la prostituta - lavorava come mercante di schiave.
Prenotate dall’Italia. Era lei il punto di riferimento in città, assieme ad altri connazionali nigeriani tra Novara e Napoli, di una tratta di ragazze tra i 20 e i 25 anni, che partivano dalla Nigeria, venivano smistate in Libia e traghettate in Sicilia a Pozzallo di Ragusa, dove venivano recuperate dagli emissari del racket e distribuite, come pacchi, nelle città in cui era richiesta la loro presenza come schiave del sesso a pagamento.
La mercante di Ferrara. Angela Oboh, 27 anni, era una di questi emissari: secondo la Polizia di Ferrara che l’ha arrestata sulla base delle indagini, condotte in Sicilia dalla polizia di Ragusa e dalla Procura antimafia di Catania, l’organizzazione selezionava le ragazze in Nigeria, dopo aver avuto le «prenotazioni» dall’Italia. In Nigeria, con il solito abbaglio di una vita migliore («potrete studiare, fare baby sitter, parrucchiera, badante», dicevano loro) venivano ingannate e soggiogate dal punto di vista psicologico con il ricatto imposto con riti voodoo, celebrati dal Baba-Loa, un santone, figura religiosa rispettata nella Nigeria non musulmana.
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Il wooddo con Baba Loa. Le ragazze che partivano venivano sottoposte ad un rito davanti al Baba-Loa che benedicendo la loro partenza con il rito voodoo le obbligava a pagare un presunto debito di 30mila euro: una sottomissione psicologica che condizionava le ragazze a tal punto da non riuscire a reagire, anche sotto la minaccia di morte per loro e i familiari rimasti in Nigeria. Ma perchè proprio a Ferrara?
Indagini anche a Ferrara. Le indagini finora svolte, durate 6 mesi, hanno accertato al momento il coinvolgimento di Angela Oboh al traffico di ragazze. Se a Ferrara vi fosse una centrale di smistamento o di arrivo, delle ragazze da far prostituire è materia delle indagini in corso. Da quanto è stato accertato Angela Oboh aveva chiesto alla questura cittadina il riconoscimento di rifugiata politica nel gennaio di quest’anno.
Il giro del Pala Specchi. Abitava in via Putinati, e mai è stata segnalata come prostituta: ad incastrarla le intercettazioni telefoniche con i capi che le chiedevano di andare a prendere le ragazze. Per portarle dove? Si sta indagando su Ferrara come destinazione finale: dove - spiegano gli inquirenti - le nigeriane si prostituiscono nella zona Palaspecchi. Queste potrebbero far parte del gruppo di schiave «prenotate» e fatte arrivare dall’organizzazione.
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