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Riesumata dopo 27 anni la salma di Willy

Riesumata dopo 27 anni la salma di Willy

Le analisi sul corpo del ragazzo ieri mattina al cimitero da parte del medico legale. Il fratello Luca: «Speriamo nella svolta»

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GORO. Dalla scienza forense, forse la verità. Dal Dna di Willy Branchi, 18enne gorese, assassinato brutalmente il 28 settembre 1988, da un killer ancora senza volto e senza nome, si potrebbe avere la riposta. Giustizia per una giovane vita strappata ed abbandonata senza pudore, nella nudità, in mezzo all’erba, appena fuori Goro e verità per la sua famiglia, il fratello Luca e la mamma, che per anni si sono battuti perché si sapesse cosa veramente è successo quella tremenda notte di 27 anni fa. Un caso giudiziario irrisolto, un “cold case” che lo scorso anno è stato riaperto, con grande soddisfazione della famiglia, dell’avvocato e del lavoro della Procura.

La riapertura del caso ha previsto anche la riesumazione della salma di Willy. Operazione attuata ieri alla presenza del noto patologo forense Giovanni Pierucci, del biologo Matteo Fabbri e del consulente medico legale di parte, Lorenzo Marinelli. Il cimitero di Goro, per tutta la mattinata di ieri, è rimasto chiuso, per consentire le operazioni di apertura del loculo dove, da 27 anni, Willy riposa.

Poco dopo le 9.30 le operazioni di apertura del loculo, alla presenza dei tecnici forensi, carabinieri, il legale di famiglia, l’avvocato Bianchi, il fratello di Willy, Luca e specializzandi di medicina legale, sono cominciate. Verso le 10.30 la bara è stata estratta e portata alla camera mortuaria del cimitero, dove il professor Pierucci e gli assistenti, si sono chiusi dentro per meno di due ore, allo scopo di prelevare campioni dai resti di Willy. La speranza è quella di trovare, principalmente sotto le unghie del giovane gorese ucciso, tracce biologiche dell’assassino, perché pare che Willy, avesse tentato una strenua difesa. Prove biologiche che 27 anni non era pensabile analizzare e che oggi con le nuove tecniche di analisi forense potrebbero mettere la parola fine a questa violenta morte irrisolta.

Come lo stesso professor Pierucci ha detto, in poche parole, alla fine delle operazioni di prelievo davanti al cimitero di Goro, la bara era in buono stato di conservazione, mentre invece il corpo aveva avanzati ed evidenti segni di cambiamenti. Quanto e quale materiale e da quale parte dei resti di Willy sia stato prelevato il professor Pierucci lo ha classificato con un deciso “top secret”. «Siamo fiduciosi di avere delle risposte precise - ha detto l’avvocato della famiglia Branchi, Simone Bianchi - di Willy oggi, per scoprire la verità sulla sua morte, il nome dell’assassino e mettere la parola fine a questa lunga, dolorosa vicenda, siamo in mano a dei professionisti del settore, i migliori. Tra 60 giorni si avrà una risposta». «Una giornata difficile da descrivere - ha sottolineato Luca Branchi, fratello di Willy - è dura rivedere la bara di mio fratello dopo 27 anni, sono emozioni forti. Speriamo che la verità venga definitivamente stabilita. La mia famiglia ed io siamo fiduciosi che con la giornata di oggi si possa avere finalmente giustizia per Willy. Aspettiamo i risultati delle analisi con curiosità e fiducia».

Al termine delle operazioni di prelievo dei campioni, che ora saranno analizzati all'Istituto di Medicina Legale di Cona, la salma di Willy è stata rimessa nel loculo dove, da 27 anni a questa parte riposa.

Maria Rosa Bellini

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