Un aiuto alla ditta bruciata dalla camorra
CENTO. Da Cento, un riconoscimento al coraggio e alla lotta contro le mafie. Mentre con Coop e Copma, per la Cleprin, fabbrica di detergenti di Sessa Aurunca data alle fiamme dalla camorra, più...
CENTO. Da Cento, un riconoscimento al coraggio e alla lotta contro le mafie. Mentre con Coop e Copma, per la Cleprin, fabbrica di detergenti di Sessa Aurunca data alle fiamme dalla camorra, più opportunità per il futuro. Il sindaco Piero Lodi ha consegnato domenica pomeriggio in sala Zarri, una medaglia ad Antonio Picascia (titolare Cleprin e testimone di giustizia) e a Ciro Corona (presidente dell'Associazione (R)esistenza Anticamorra), da alcuni giorni in visita in Emilia. Nel riconoscere l'impegno quotidianamente messi in campo contro le mafie, per testimoniare il valore della legalità, a loro, e a nome della città, una riconoscimento che vuole essere simbolo dell'amicizia stretta con Cento. Un consegna, che fa seguito, all'indicazione data dall'amministrazione comunale ai fornitori del Comune, di verificare la possibilità di collaborare con la Cleprin.
«Un input – ha ribadito il sindaco – che sta avendo un ritorno positivo. Non solo una scelta a favore della legalità, ma anche un investimento su una ditta che punta su qualità, prodotti di eccellenza e capacità imprenditoriale». Grazie al Presidio di Libera del Centopievese, un ponte ormai consolidato quello tra Cento, l'Associazione (R)esistenza Anticamorra che, assieme alla Cooperativa (R)esistenza, gestisce il fondo rustico Amato Lamberti, a Chiaiano, il primo bene agricolo confiscata alla mafia di Napoli. Poi la testimonianza del titolare della Cleprin: «Otto anni fa, due tentate estorsioni denunciate, poi l'incendio e le indagini ancora in corso. Poi ora, per sfidare la solitudine e l'isolamento, siamo in Emilia e a Cento». E dopo aver incontrato con Ciro Corona, amministratori, volontari, studenti, anche delle Taddia di Cento: «Ogni volta che abbiamo ricevuto del male, si è trasformato in bene. Qui, abbiamo trovato tanti amici, tante persone che ci hanno aiutato. Ieri un contratto sulla lavagna, con il presidente della Coop, poi l'incontro con Copma, tutte opportunità da raccogliere e da offrire, come possibilità di riscatto per tanti giovani. E' solo parlando di mafia, che si può vincere. E noi stiamo vincendo. Si tratta di una battaglia di cui tutti assieme, istituzioni, Libera, società civile, dobbiamo occuparci per riappropriarci dei nostri territori, della nostra dignità, e della nostra identità».
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