Accusò prete di pedofilia che venne assolto, sarà processato per calunnia
Finisce in tribunale per calunnia e tentata estorsione il padre del bimbo di 4 anni che aveva accusato di pedofilia un sacerdote ferrarese, poi assolto in appello. Ieri il giudice ha deciso il rinvio a giudizio
FERRARA. Sarà processato per calunnia e tentata estorsione il padre del bimbo di 4 anni che aveva accusato di pedofilia un sacerdote ferrarese, poi assolto in appello.
Ieri il giudice per l’udienza preliminare Monica Bighetti ha rinviato a giudizio l’uomo che anni fa aveva denunciato il prete di aver molestato il figlio durante una festa di compleanno. Il sacerdote (omettiamo tutti i nomi delle persone coinvolte nella vicenda, a tutela del minore) era stato condannato in primo grado, nel giugno 2014, a un anno e 4 mesi, sentenza poi ribaltata in appello il 23 settembre scorso quando il religioso, assistito dall’avvocato Claudio Maruzzi, era stato assolto in secondo grado perché il fatto non sussiste.
E proprio la sentenza di assoluzione è stata prodotta ieri davanti al gup Bighetti, all’udienza preliminare a ruoli rovesciati: l’accusatore diventato imputato, e il sacerdote costituito parte civile. Per il giudice, dunque, l’uomo che accusò il prete dovrà essere processato per avere accusato falsamente il sacerdote pur sapendolo innocente e averlo ricattato. Il processo si aprirà il 3 febbraio.
«Un altro passo in avanti verso la verità e la totale riabilitazione di un prete galantuomo, ben voluto da tutti», ha commentato l’avvocato Maruzzi. Entro fine anno le motivazioni dell’assoluzione del prete dall’accusa di pedofilia.
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