Sindacati contro sindacato per l’accordo Serenissima
L’Ugl ha siglato il contratto con la società che serve pasti all’ospedale di Cona Cgil, Cisl e Uil lo contestano: «E’ un ricatto occupazionale contro i lavoratori»
«Contestiamo sia nel metodo che nel merito l’accordo sottoscritto tra azienda e Ugl, che non ha alcuna giustificazione oggettiva. Qui si sta giocando un ricatto occupazionale a danno dei lavoratori»: è questa la presa di posizione di Mauro Cavazzini (Filcams-Cgil), Eva Paganini (Fisascat-Cisl) e Giorgio Zattoni (Uiltucs-Uil) che criticano un contratto firmato nei giorni scorsi tra il sindacato storicamente di destra con Serenissima Ristorazione, la ditta che si occupa di gestire il servizio di ristorazione e di distribuzione dei pasti all’interno dell’ospedale di Cona.
A fronte di sacrifici richiesti ai dipendenti, tra cui il pagamento senza maggiorazione di alcune ore supplementari e di straordinario, l’accordo scongiurerebbe esuberi. Almeno questo dice l’Ugl. «Ma non è assolutamente vero – ribattono Cgil, Cisl e Uil –, è una menzogna in quanto con un documento firmato il 30 settembre al Ministero del lavoro è stata la stessa Serenissima a ritirare la procedura di licenziamento collettivo». D’altronde la ditta appaltatrice gode di buona salute; i sindacati confederali, sulla base di dati ricevuti dall’Azienda ospedaliera, spiegano che nell’ultimo paio d’anni non si è notato un calo di pasti, in mensa e tra i degenti, e quindi nemmeno di ore lavorate. Pare inoltre che tagli non ci saranno nemmeno a livello di prossima legge di stabilità e spending review.
Il punto è che Cgil, Cisl e Uil accusano l’Ugl di aver sottoscritto un contratto che ricalca quello firmato due anni e mezzo fa da loro stessi, ma in tutt’altre circostanze. «E’ una fotocopia – sostengono Cavazzini, Paganini e Zattoni – di quello siglato al tempo del trasferimento da corso Giovecca a Cona, da noi disdettato nell’agosto 2013 e prorogato fino all’aprile 2014. L’obiettivo primario era agevolare il progressivo consolidamento delle attività in quella particolare fase di difficoltà. Oggi quelle condizioni non esistono più».
Alle spalle i confederali hanno un anno e mezzo di confronto con l’azienda: «avevamo fatto alcune proposte, tra cui quelle di stabilizzare lo straordinario, garantire una gestione flessibile delle attività e procedere ad alcune assunzioni». Undici apprendisti in effetti sono entrati nei ranghi lo scorso anno. Il 23 ottobre ultimo incontro con Serenissima che è netta: punta al ripristino dell’accordo precedente (ore straordinarie pagate come ordinarie) se non si vuol far naufragare la prospettiva di altre 6 o 7 nuove assunzioni, approfittando degli sgravi via Jobs act. Ad accettare è l’Ugl. «Ma quale rappresentanza effettiva ha tra i lavoratori? – chiedono Cgil, Cisl e Uil -. Non ci è dato saperlo. Faremo verifiche sulla validità legale dell’accordo. Dicono che sarà applicato solo in forma volontaria dai lavoratori? E’ una democrazia “spontanea”, sappiamo come vanno queste cose». A giorni si terrà un’assemblea (stasera quella Ugl) e potrebbe essere in vista uno sciopero.
Fabio Terminali
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