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Vandali in azione in Valle «Siamo preoccupati»

Vandali in azione in Valle «Siamo preoccupati»

Campotto, l’appello del direttore Consorzio Bonifica: bisogna fare qualcosa Le guardie volontarie: sanno benissimo come muoversi in luoghi impervi

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CAMPOTTO. Sul continuo saccheggio e vandalismo nell’oasi di Campotto, è inevitabile non porsi una domanda: come è possibile che questi pescatori di frodo e al tempo stesso ladri e vandali, riescano a scorrazzare sia a piedi che in barca l’intera Valle? Non solo: come è possibile che questi individui conoscano le stradine interne per raggiungere persino quel Casetto dei pescatori, il cuore di Cassa Campotto oggetto dell’ultima scorribanda? La risposta è nelle parole delle guardie volontarie: «Sanno come muoversi, eccome se lo sanno!». Allora, è sinonimo che non è la prima volta che la banda va a pescare di frodo e che sa come scappare quando il cerchio dei controlli si stringe attorno. Ma il fatto che maggiormente preoccupa, è il recente affronto che questi malviventi hanno fatto alle guardie volontarie del Parco: a detta delle stesse, i malviventi avrebbero fatto sapere che non devono più “rompere le scatole, permettendogli di agire”. Preoccupato è anche Paolo Pini, direttore del Consorzio della Bonifica Renana. «Sì, noi siamo molto preoccupati non solo per il nostro personale - tiene a precisare al telefono - o per quello che abbiamo subito con i furti di pesce e di attrezzature. Queste persone adesso agiscono con atti vandalici e noi, come Consorzio, abbiamo delle infrastrutture idrauliche che sono sensibili (congegni elettronici di livello, ndr). Se questi individui aprono o chiudono una paratia o addirittura fanno dei danni, può succedere che nel momento in cui dovessero servire potrebbero non funzionare e non voglio pensare alle eventuali conseguenze». «Da parte nostra - aggiunge il direttore Pini - la vigilanza è massiccia ma non basta perché costoro seguono strade diverse. In futuro ci concentreremo di più rafforzando il già buon rapporto con le forze dell’ordine. Ripeto: la cosa ci sta preoccupando».(g.c.)

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