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Caffè nero a Ferrara. E lo zucchero? Con il Duce

Caffè nero a Ferrara. E lo zucchero? Con il Duce

Sorpresa in un bar di viale Alfonso D'Este. La titolare spiega: «Sono di destra, ma ho servito anche bustine con Peppone e don Camillo»

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FERRARA. Non sono stati in molti ad accorgersi delle bustine di zucchero che il bar Paradiso Verde, in viale Alfoso I d’Este, ha offerto sul bancone alla propria clientela per addolcire il caffè o il cappuccino.

La segnalazione è arrivata da una ragazza ebrea che ha notato il faccione del Duce, accompagnato da qualche motto neolittorio, dopo aver ordinato una tazzina di caffè.

L’iniziativa è opera della titolare dell’esercizio pubblico cittadino: «Me le hanno regalate durante un giro a Predappio - ha spiegato Giada - sono di destra, è vero, ma al pari di queste ho servito quelle di don Camillo e Peppone senza distinzioni. Il Duce ha fatto delle cose buone, ma anche molti errori».

Le bustine "nere" rimpiangono un regime scomparso per mezzo di espressioni zuccherose, quali "Quando c'era lui la vita era più dolce", che riecheggia il ritornello "Duce, tu sei la luce", o più rudi ed esaustive come "Sono fascista e me ne frego".

Di profilo piuttosto che frontale, Benito Mussolini ne è il protagonista indiscusso e costante, insieme al fascio e all'aquila tricolore, tanto che alcuni clienti hanno preso l'iniziativa in maniera ugualmente ironica, esordendo così: "Oggi anch'io prendo un Benito". A dispetto di chi possa pensare subito al peggio, non c'è traccia di illegalità; accettare o meno la presunta burla sta alla sensibilità di ciascuno.

L'apologia al fascismo, reato punibile ai sensi della legge n. 645 del 20 giugno 1952, che prevede sanzioni detentive dai 18 mesi ai 4 anni, scatta unicamente quando vengono riuniti individui, nonché istigati alla lotta fascista.

E asserisce: "Quando un'associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista".

Altrimenti i pellegrinaggi in rigorosa camicia d'ordinanza che da decenni dividono le anime della stessa Predappio sarebbero giudicati fuorilegge, mentre forniscono un incentivo turistico notevole.

Svariate sono le attività che sulla piazza della cittadina espongono in bella vista ed esportano gadget fascisti di ogni genere e fattura, dalle cravatte alle tute da bimbo.

La ditta romagnola, che sul sito vanta lo zucchero tra le novità, è Ferlandia (www.ferlandia.com) le cui bustine avevano già suscitato le parole di rabbia del sindaco Cazzaniga di Besana in Brianza, il quale un paio di settimane fa ha stigmatizzato sulla stampa l'iniziativa di un barista del suo paese.

Immediatamente dopo l'Osservatorio antisemitismo della Fondazione Cdec di Milano ha dato l'allarme sul web e si sta espandendo un retrogusto sempre più amaro.

Matteo Bianchi

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