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Contatti tra azionisti per i riassetti futuri

Contatti tra azionisti per i riassetti futuri

Un tavolo tra soci di tre istituti con l’ipotesi di maxi-fusione al Centro. Il nodo degli obbligazionisti

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Mentre ancora non è chiaro quando e come andrà in porto il salvataggio di Carife e delle altre tre banche in amministrazione straordinaria, c’è chi si sta mettendo avanti per il futuro. La notizia riportata ieri da Mf, e cioè che martedì c’è stato un incontro tra alcuni azionisti di peso di tre dei quattro istituti (la stessa Cassa, Etruria e Banca Marche) per dare vita ad un’associazione in grado di rappresentare al meglio i loro interessi nel post-salvataggio, è stata accolta da molti punti interrogativi in città. «Non ci risulta» hanno risposto a raffica i rappresentanti delle due associazioni di piccoli azionisti, degli azionisti-dipendenti e di Federconsumatori, mentre a Palazzo Crema, sede della Fondazione, è arrivata solo una comunicazione preventiva di questa riunione, ma nessuna conferma successiva. Le Fondazioni bancarie, peraltro, sarebbero coinvolte in un secondo momento da quest’associazione. Al di là della presenza ferrarese a questa primo step (azionisti romani o napoletani della banca?), il disegno che si coglie in trasparenza alza un velo sugli scenari futuri, messi in secondo piano negli ultimi mesi dallo scontro sul salvataggio. Ha infatti senso organizzare una rappresentanza inter-bancaria di questo genere se si dà credito all’ipotesi di una fusione a quattro, con la nascita di un istituto del centro Italia, molto forte territorialmente nell’Emilia orientale, nelle Marche, in parte della Toscana, dell’Umbria e dell’Abruzzo, in grado di organizzarsi in maniera autonoma per partecipare, poi, al successivo risiko bancario in posizione di maggior forza. Il perno potrebbe essere Etruria, in quanto unica delle quattro banche ad essere quotata in Borsa, anche se sarebbero tutte da studiare le sinergie operative e tecnologiche (Carife come noto lavora con il Cedacri di Parma). Nell’immediato, però, l’associazione dovrebbe occuparsi soprattutto dell’ipotesi di coinvolgimenti degli obbligazionisti nei salvataggi.

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