Giro di droga, tre condanne
Cinque anni a un ravennate, un anno a una portuense e 6 mesi a un argentano
PORTOMAGGIORE. Rintracciato in Marocco dove era scappato l’estate scorsa, Andrea Capucci, 45enne di Conselice (soprannominato “il conte”) difeso dagli avvocati Michele Dell’Edera e Massimo Ricci Maccarini era stato estradato in Italia.
Una misura legata ad un processo scaturito dalle indagini dei carabinieri di Portomaggiore su un vasto giro di spaccio tra la Bassa Romagna e il Ferrarese a cavallo tra l’autunno del 2010 e i primi mesi del 2011.
Una vicenda per la quale ieri è arrivato il conto con la condanna, decretata dal tribunale di Ravenna, del ravennate a cinque anni di reclusione.
Un anno di pena invece per Barbara Nicché, 38enne nata a Savona (ma all’epoca residente a Portomaggiore), e sei mesi per Antonio Bellavia, 50enne originario dell’Agrigentino al tempo residente ad Argenta. Assolto, invece, un quarto imputato. Una decina complessivamente le persone implicate a vario titolo nell’indagine, molte delle quali avevano già definito la loro posizione con patteggiamenti compresi tra un anno e mezzo e un massimo di quattro anni e quattro mesi, o in abbreviato.
L’inchiesta era partita quando una romena domiciliata a Longastrino venne trovata priva di coscienza davanti a un locale di Argenta; la donna raccontò di essere stata vittima di violenze e costretta a iniettarsi cocaina contro la sua volontà. La droga c’entrava comunque, ma le indagini dei carabinieri partite sul presunto abuso (caso che poi è stato archiviato) portarono invece i militari a fare luce su un contesto di spaccio.
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