Ferrara, la Lega attacca: affitto agevolato per i profughi Ma non è vero
Don Domenico Bedin: gli accolti sono quattro, due sono italiani e il terzo è un senegalese in Italia da vent'anni
FERRARA. Il consigliere regionale della Lega Nord Alan Fabbri si dichiara preoccupato per la sicurezza di una zona, quella di Barco-Ponte, che definisce “calda” a causa della presenza dell’Hub, il centro di accoglienza per immigrati.
A rendere l’area ancora più a rischio, sostiene, è intervenuta ora un’iniziativa che coinvolge la cooperativa ferrarese Coop Castello e l’associazione Viale K di don Domenico Bedin: «un progetto sperimentale per accogliere profughi in un alloggio» all’interno di una palazzina che conta 50 residenti.
A mettere in allarme l’esponente leghista, la lettera con cui la Coop e il sacerdote informano i residenti dell’arrivo dei nuovi inquilini.
Da qui l’attacco frontale di Fabbri: per l’affitto «con modalità agevolata» garantito alle persone accolte, per i dubbi sul possesso dei «requisiti di legge per l’assegnazione degli alloggi», e gli interrogativi sui «controlli igienico sanitari» che la Regione dovrebbe fare agli immigrati. Fabbri conclude rimproverando il sacerdote, che «ancora una volta mostra grande attenzione per gli immigrati, a cui garantisce alloggi e che accompagna al mondo del lavoro. Spiace che non abbia ritenuto di offrire identiche opportunità anche alle nostre tante giovani coppie o ai nostri giovani disoccupati». Per concludere: «Quale cristiano dimentica i propri figli per occuparsi di quelli altrui»?
Interpellato al proposito, don Bedin spiega che nell’alloggio - tre stanze - ci abiteranno due italiani, un senegalese che si trova in Italia da vent’anni, e uno dei profughi della prima ondata che, terminato il programma di accoglienza, ha trovato lavoro e vorrebbe continuare a vivere qui.
«La Coop Castello - sottolinea il sacerdote - ha messo a disposizione spazi di sua proprietà, non utilizzati, per le associazioni di volontariato che si occupano di emergenze socio-economiche. Ci siamo dunque fatti avanti a favore di queste quattro persone, che per motivi diversi si sono trovate ad affrontare un periodo di difficoltà. Tutto è stato gestito attraverso un bando. L’accordo prevede un deposito cauzionale minimo e il pagamento dell’affitto, che è a carico dell’associazione».
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