Vigilanti contro i predoni dell’acqua
La piaga del bracconaggio ittico: già sequestrati 24 chilometri di reti abusive. La Polizia provinciale chiede leggi più severe
COPPARO. Rovinano, spesso irreparabilmente, i fondali dei canali nei quali svolgono la loro illecita attività: una distruzione di fauna ittica difficilmente quantificabile. Sono i predatori dell’acqua, in particolare l’acqua di canali e corsi che solcano il territorio della nostra provincia. Alle volte arrivano fino al fiume Po. Ma questo è un altro capitolo, pur se dello stesso romanzo. Un romanzo con risvolti drammatici e un impegno di forze di contrasto cui fa fronte soprattutto la Polizia provinciale di Ferrara coordinata dal comandante Claudio Castagnoli, e che poggia le sue gambe su una straordinaria squadra di agenti. La Regione ha messo mano al ben poco simpatico argomento, ma mancano ancora leggi severe che colpiscano coloro che pescano illegalmente. Basti un dato, impressionante: dal 2012 la Polizia provinciale ha sequestrato qualcosa come 24 chilometri di reti abusive. Stendendole a terra, unirebbero idealmente Ferrara e Tresigallo. Qualche altro dato? Diciassette sequestri tra barche e gommoni; un motore elettrico; 5 elettro-storditori, 70mila euro di multe elevate (a fronte della miseria di 7mila euro realmente “riscossi”). «Si tratta di un vero e proprio fenomeno predatorio - conferma lo stesso Castagnoli, divenuto un esperto in materia - , ed è ora di chiamare questi soggetti con il loro nome, vale a dire predatori». Parole dure, quelle di Castagnoli, ma utilizzate all’interno di un fenomeno, appunto, di estrema gravità e di cui saranno i nostri figli a pagare dazio. Persone, questi bracconieri, cacciati dai loro Paesi con l’esercito e che cercano in Italia un improbabile buen retiro. Anche l’università di Ferrara si sta mobilitando. «In 1 solo anno - riprende Castagnoli - abbiamo perso un terzo del patrimonio ittico». E quindi, come combatterlo? Qualche idea il comandante ce l’ha: «Intanto - spiega - la già ottima collaborazione coi carabinieri che hanno stazioni in quasi tutti i paesi della provincia. Inoltre devo ringraziare il Prefetto di Ferrara, Michele Tortora, che ha sempre mostrato attenzione anche attraverso incontri da lui convocati. Poi occorre concretezza: stiamo organizzando corsi al termine dei quali verrà rilasciato un attestato di guardia giurata volontaria. L’importante è che alle forze dell’ordine arrivi la segnalazione giusta». Ora è persino possibile inviare segnalazioni allo stesso comandante. Questo l’indirizzo: claudio.castagnoli@provincia.fe.it. Ma servono supporti normativi, leggi nazionali che prevedano reati per questi predoni dei corsi d’acqua.
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