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Da tutta la provincia per il presidio in Castello

Da tutta la provincia per il presidio in Castello

Imam di via Traversagno: criminale chi istiga a uccidere non islamici. Sui media tanti cretini

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FERRARA. Dopo la prima risposta centese, la comunità islamica di Ferrara e provincia si dà appuntamento per domenica 22 per  rendere ancora più forte il proprio messaggio contro il terrorismo. È infatti in programma  alle 15, in piazza Castello, il presidio organizzato dalle tre moschee cittadine (via Traversagno, via Oroboni e via Commercio) e di quelle della provincia (Argenta, Portomaggiore, Bondeno, Cento): «Ci aspettiamo centinaia di persone, è necessario far sentire la nostra voce - anticipa Omar Murshed, presidente del Centro di cultura islamica di via Traversagno, la moschea con più anni d’attività alle spalle tra quelle cittadine - Devo dire che non ci sono stati episodi d’intolleranza nei nostri confronti, neanche in questi giorni: Ferrara si conferma una città civile e accogliente».

Durante la preghiera del venerdì, l’imam di via Traversagno ha tenuto un sermone in italiano, a braccio, nel quale, pur senza fare mai riferimenti diretti ai fatti di Parigi o all’Isis, ha speso concetti importanti di fronte ai circa duecento fedeli, tra i quali diversi bambini. «L’Islam è religione di pace, l’unica che difende le cinque necessità dell’uomo: fede, cervello, progenie, ricchezza e vita. Tutto ciò che le minaccia è proibito, abbiamo molti testi che lo dicono. Purtroppo i media sono abituati a dare la parola agli “esperti” in ogni circostanza, ma quando si tratta di Islam prendono il primo cretino che passa». L’imam ha spronato i fedeli, «lasciamo fare ai nostri figli ciò che vogliono, e così magari ascoltano un criminale che dice di ammazzare i non musulmani», ma se un islamico sbaglia, «è lui, Mohammad, a sbagliare, non l’Islam; quando un cristiano ruba, diciamo “ha rubato Claudio”». L’imam ha poi ripreso e spiegato il celebre versetto sulle uccisioni, fornendo una spiegazione dottrinaria su quando è permesso versare il sangue di un uomo: in guerra, o se entra in casa tua per farti male.

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