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Fusione, maggiore informazione

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La gente vuole sapere di più sul percorso con S. Agostino e Vigarano

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MIRABELLO. Dopo la finestra aperta sul mondo del volontariato e dell’associazionismo, prosegue il percorso tra i mirabellese per comprendere le loro opinioni sul progetto di fusione tra i comuni di Mirabello e Sant'Agostino, guidati rispettivamente dai sindaci Angela Poltronieri e Fabrizio Toselli. Un progetto che tra l'altro, fino a poco tempo fa, prevedeva anche il coinvolgimento, del comune di Vigarano Mainarda. Facendo riferimento a questa importante decisione che riguarderà nel suo insieme i cittadini del territorio che risiedono le realtà municipali tra Ferrara e Cento, pur essendo in presenza di una quasi completa disinformazione da parte degli organi preposti, che condiziona molte persone a non esprimersi sul tema proposto, ecco le opinioni di alcuni operatori commerciali e del credito che svolgono la loro attività nel paese del Battaglini. «Anche se per quanto riguarda il nostro ruolo sul territorio non cambierà nulla - spiega Nicola Landi che da 5 anni è responsabile della filiale Caricento locale e Sara Brancolini che dal 2014 dirige la filiale Carife mirabellese - riteniamo che una decisione di fusione a tre comuni possa andare senz'altro a vantaggio degli interessi dei mirabellesi che si troverebbero al centro di un futuro comune».

«Vorremmo avere, in tempo utile, la possibilità di essere portate a conoscenza, da parte degli organi competenti, di tutti gli elementi necessari per poter prendere una decisione che possa essere quella più equilibrata», continuano, Alessia Dondi e Giulia Martinelli che dal 2011 gestiscono la lavanderia Lavam Mira e Maria Elena Obrizzi e Sandra Boldrini che da 6 anni conducono le sorti della cartolibreria Ione, ritenendo altresì «antidemocratico che ci venga proposta qualsiasi decisione come l'unica percorribile e quindi per forza di cose senza alternative».

«Anche se non abbiamo tutti gli elementi per poter prendere una decisione responsabile - spiegano Mirco Magni che dal 1992 gestisce il forno Jolly e Riccardo Melloni che dal 1988 cura il mercato alimentare Borgonovo - osservando la locazione e la popolazione del territorio ci portano a dire che la decisione più percorribile potrebbe essere quella di una fusione che comprenda anche Vigarano, perché in tal senso Mirabello potrebbe diventare sotto il profilo amministrativo un prezioso ago della bilancia che con solamente Sant'Agostino potrebbe essere ridotto a ruota di scorta».

«Proporre una fusione solo con Sant'Agostino ha il sapore di una minestra riscaldata - conclude Nerio Sarti che da 56 anni coordina una macelleria a Mirabello - in quanto ho vissuto direttamente le varie vicissitudini che hanno sortito nel 1959 il distacco dal Comune di Sant'Agostino e le conseguenti elezioni del 1960 che ufficializzarono la nascita del Comune di Mirabello. Tutto questo è avvenuto perché le necessità e le problematiche poste dai mirabellesi venivano disattese. Quindi ritengo lungimirante da parte di una amministrazione comunale responsabile sostenere una fusione allargata anche a Vigarano».

Auro Scacchetti

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