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Smog ancora fuori legge nonostante tutti i piani

Smog ancora fuori legge nonostante tutti i piani

Già superato il limite Ue, dopo la condanna dell’Italia anche per i dati di Ferrara Stabellini (Comune): colpa della siccità. Zappaterra: il Pair ci obbliga a risanare

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“Attila” questa volta è il benvenuto per i nostri bronchi e i nostri polmoni. Solo la calata della perturbazione artica, che sta portando un rivolgimento atmosferico in tutta la Pianura Padana, può infatti arrestare la sequenza degli sforamenti della soglia europea d’inquinamento, che stanno mettendo a dura prova l’apparato respiratorio dei ferraresi. E già ieri, per la prima volta dopo cinque giorni di smog, le centraline Arpa hanno registrato in un città una concentrazione di polveri sottili appena al di sotto del livello di respirabilità. La perturbazione è però arrivata in leggero ritardo e così anche il 2015 andrà in archivio come un anno “nero”, con l’ennesima violazione della normativa europea sulle polveri sottili: corso Isonzo ha già sforato per 38 giorni la soglia di 50 microgrammi, Villa Fulvia segue a ruota con 35 valori vietati (Bruxelles tollera solo 35 sforamenti l’anno). S’interrompe così un trend virtuoso iniziato diversi anni fa, che arrivato nel 2014 a contenere per la prima volta il numero degli sforamenti al di sotto dei 35 annui. Come mai quest’anno si è tornati a peggiorare, nonostante l’adozione del Piano regionale per la qualità dell’aria? «I superamenti registrati nel periodo autunnale sono determinati oltre che da fattori di pressione anche dalle condizioni atmosferiche che si sono verificate sul nostro territorio negli ultimi due mesi - spiega Alessio Stabellini, dirigente del Servizio ambiente del Comune - Basti pensare che tutto il mese di novembre risulta essere stato caratterizzato dalla presenza di alta pressione, con nebbie, che determinano l’accumulo del materiale particellare in atmosfera non consentendo la sua dispersione». Il confronto con il 2014? «Risulta essere non rappresentativo, in quanto nello stesso periodo dell’anno scorso le condizioni meteo climatiche registravano un’elevata piovosità che ha determinato l’impossibilità di accumulo del materiale particellare» sottolinea Stabellini.

Ancora appesi alle bizze del meteo, come 10 anni fa, nonostante tutti i piani antismog messi in campo? «In realtà quest’anno per la prima volta si è superata l’epoca degli accordi volontari e siamo passati alla fase in cui la Regione fissa dei paletti da rispettare, con il Pair 2020 - spiega la consigliera regionale Marcella Zappaterra - Sono indicate 90 azioni precise, al di là delle limitazioni sul traffico, che poi tocca ai Comuni gestire». In tema di trasporti, il Pair prevede tra l’altro la sostituzione, entro il 2020 appunto, degli autobus di categoria inferiore o uguale a Euro 2 con mezzi meno inquinanti, e per quanto riguarda le attività produttive l’introduzione di specifiche prescrizioni per le emissioni in atmosfera, con il concetto di saldo emissivo zero; ci sono anche i contestati divieti invernali a bruciare legna nei camini delle case urbane.

Il fatto è che l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea, nel 2012, per infrazione delle norme sull’inquinamento, proprio a causa dello smog registrato in alcune province, tra le quali Ferrara, che è citata nella sentenza per quanto riguarda sia per il valore-limite giornaliero, sia per gli sforamenti annuali, di entrambi gli anni sotto accusa (2006 e 2007). L’Ue non è stata di mano pesante proprio per la presenza di piani di risanamento dell’aria e di valori in miglioramento: l’interruzione del trend virtuoso può causarci dei guai? «Non credo, proprio perché siamo impegnati in maniera vincolante a raggiungere gli obiettivi entro il 2020» è il parere di Zappaterra.

Stefano Ciervo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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