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il libro di forni

Storia di una banca con un futuro ancora da scrivere

Storia di una banca con un futuro ancora da scrivere

Le sofferenze dei bilanci e della varia umanità affacciata all'istituto di credito ferrarese si è fatta libro, è entrata nella pubblicistica. Grazie al giornalista Riccardo Forni che ieri pomeriggio...

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Le sofferenze dei bilanci e della varia umanità affacciata all'istituto di credito ferrarese si è fatta libro, è entrata nella pubblicistica. Grazie al giornalista Riccardo Forni che ieri pomeriggio ha presentato alla libreria Ibs+Libraccio "La responsabilità sociale della banca locale per l'economia di un territorio: la storia di Fondazione e Carife spa” (Streetlib Editore), assieme alla docente all'università E-campus Sabrina Bonomi e al sindacalista First-Cisl Mauro Fanan. A moderare il confronto è il direttore della Nuova Ferrara Stefano Scansani il quale squaderna subito il tema del «processo di rimozione attorno al dramma di Carife: in città non c'è stata protesta, qui si preferisce l'aplomb, il silenzio». Assistono tuttavia in platea decine di persone, tra cui protagonisti come l'ex presidente della Cassa Sergio Lenzi (in fondo alla sala), lo "storico" oppositore Giuseppe Toscano (in prima fila) e l'imprenditore Roberto Mascellani.

Ciò che Forni ha provato a mettere insieme è "una fotografia di un elemento cardine del territorio: il lavoro dei dipendenti Carife ha trasferito alla città risorse considerevoli, molti tra loro, come tra i risparmiatori, avrebbero voluto piangere in questi ultimi anni". L'autore del libro parla di «sottovalutazione dei segnali gravi che erano venuti dall'interno dall'azienda» e individua l'inizio dei problemi nella preferenza accordata a una strategia di acquisizioni bancarie in giro per l'Italia invece che su una razionale espansione nei territori limitrofi, all'epoca suggerita da Nomisma. Per Bonomi «è troppo semplice attribuire colpe a un soggetto solo, in questo caso con una serie di comportamenti opportunistici non ci si è voluti prendere le proprie responsabilità. Per il futuro - sostiene la docente tra i fondatori della Scuola di economia civile - serve un passaggio di nuova fiducia». Fanan ammette gli errori del passato: «Il sindacato ha le sue colpe, avevamo fiducia in un management aziendale autocompiaciuto forse perché le informazioni erano poche. Certe cose non sono ancora uscite e spero un domani usciranno. I commissari - prosegue il sindacalista - sono stati poco trasparenti, avrebbero potuto fare meglio». Lo scrittore Roberto Pazzi chiede lumi sulla Carife del futuro. «Sarà una banca diversa - prevede Fanan -, molto probabilmente non sarà più indipendente ma compresa in un'aggregazione più ampia. È un'azienda solida, resterà leader in questi territori, anche se deve essere rinforzata con assunzioni di nuovo personale».

Fabio Terminali

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