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«C’erano i banditi, ho chiamato il 112 e poi mi sono nascosto»

SAN BIAGIO. Marco Negretto è uno delle vittime del raid dei ladri del venerdì nero a San Biagio. I delinquenti gli hanno portato via 5 orologi, anelli e orecchini che avevano anche un valore...

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SAN BIAGIO. Marco Negretto è uno delle vittime del raid dei ladri

del venerdì nero a San Biagio. I delinquenti gli hanno portato via 5 orologi, anelli e orecchini che avevano anche un valore affettivo. «Sono in cassa integrazione - racconta sconsolato Negretto - e per tirare avanti sono fuori tutto il giorno. Venerdì sera quando sono tornato a caso ho trovato questa sorpresa. Vede, non me la prendo coi carabinieri, anzi: stanno facendo fin troppo! Mi viene in mente, invece, e vorrei che lo scrivesse, le litigate che si sono fatte in occasione di quegli incontri sulla sicurezza: anzichè parlare di sicurezza, è risultato più importante evidenziare l'appartenenza politica degli organizzatori del fatto che c'era un gruppo su Facebook. Adesso? Sto pensando - conclude Negretto - di mettere un cartello davanti a casa per avvisare i ladri che qui da me ci sono già stati».

Un'altra testimonianza di quanto capitato in via Morari, ci viene raccontata da una persona, molto nota (che per ragioni di sicurezza ha chiesto l'anonimato): «Ho visto tre uomini alti e incapucciati - racconta al telefonino - che correvano in via Morari. Quando ho notato che stavano “manovrando” attorno ad una casa, mi sono nascosto nel fosso e vi sono rimasto per circa 10 minuti. Nel frattempo ho chiamato il 112 e da direzioni diverse sono arrivate due pattuglie. Sarebbero bastati 10 secondi in meno che i carabinieri si sarebbero trovati a tu per tu con i tre ladri. Ho visto tutta la scena - dice ancora l’intervistato “anonimo” -

ma non potevo fare niente. Quando poi sono uscito dal nascondiglio - aggiunge - mi ha incuriosito il fatto, e l'ho chiesto ai carabinieri, che, mentre i ladri parlavano tra loro, sentivo un certo bip bip come se stessero usando delle radio rice-trasmittenti. E mentre ero lì, ho notato che i ladri avevano anche legato il cancello automatico in modo che non si aprisse in caso che ritornassero a casa i proprietari».

La terza testimonianza viene da Vincenzo Gualandi, proprietario della casa di via Nugaroni, ad Argenta, già oggetto di furto di un fucile: «Se n'è accorto mio figlio verso le 22 - racconta Gualandi - e siamo venuti qui per vedere cosa era successo: non c'era stanza che non fosse stata ribaltata. Abbiamo chiamato i carabinieri che sono giunti da Longastrino, poi abbiamo messo in ordine ma non hanno per fortuna preso o portato via niente». (g.c.)

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