Orticole, il mercato ha risposto bene ai prodotti di qualità
Nel 2015 andamento in genere migliore rispetto al 2014 I prezzi hanno consentito di recuperare i costi di produzione
Il 2015 è stato un anno segnato da risvolti cautamente più positivi rispetto al 2014 per quanto riguarda il comparto delle orticole. Sono stati molteplici i fattori, infatti, che hanno concorso ad un leggero miglioramento globale dal punto di vista delle dinamiche produttivo-commerciali. "È indubbio - spiega Silvia Salvi, presidente della sezione Orticola di Confagricoltura Ferrara - che in questa primavera/estate così particolare, i campi abbiano sofferto la temperatura e la siccità, soprattutto nei periodi critici delle fasi fenologiche delle piante. La naturale conseguenza è stata una generalizzata minore resa di prodotto. Il mercato ha reagito a questa minore quantità di prodotto disponibile con dei prezzi comunque favorevoli, influenzati anche dalla migliore qualità dei raccolti".
Per quanto riguarda il pomodoro da industria, l'accordo quadro siglato per la campagna 2015 è rimasto invariato rispetto al 2014 su 92 €/ton e la campagna si è dimostrata buona, con un prodotto che ha fatto registrare un brix medio di 4,86 (superiore quindi al 2014). La quantità di prodotto raccolto nella campagna 2015 è di 2.681.286 tonnellate, pari all'89% del totale contrattato per una resa media di 68 tonnellate per ettaro, superiore rispetto al 2014 (anche se comunque inferiore rispetto alla media delle precedenti annate). L'Emilia Romagna rappresenta circa il 67% della produzione del nord Italia (Ferrara, in particolare, è tra le tre province a maggior superficie investita a livello regionale).
C'è un trend in leggerissimo ribasso per i terreni investiti in fragoleti; sono infatti 3.700 gli ettari in Italia coltivati a fragola (il 4% rispetto al livello europeo): -4% rispetto al 2014. "Il 2015 si può comunque considerare un anno positivo perché, nonostante le rese minori, il prezzo e la qualità sono state superiori al 2014 - spiega la Salvi - va poi considerato anche un altro aspetto molto importante: si sta assistendo ad una diversa collocazione di questo prodotto sul mercato a livello di Gdo e ciò significa che, se da un lato la richiesta quantitativa è in aumento, dall'altro sicuramente si è costretti a prezzi inferiori".
Proseguendo nell'analisi si registra una diminuzione della superficie di coltivazione anche per la patata (-5%) con 35.530 ettari nazionali di cui 5.900 regionali. La resa è di circa il 15-20% in meno, ma l'andamento del mercato è comunque positivo grazie alla buona qualità del prodotto.
Per quanto riguarda la carota infine, l'Emilia Romagna resiste al terzo posto a livello nazionale come quantità di ettari coltivati. Anche per la campagna autunnale, come era stato per quella primaverile, il basso livello della resa è stato comunque compensato da un buon prezzo. "La situazione - conclude la sua analisi la presidente Salvi - rimane comunque complessa per gli agricoltori, tuttavia il 2015 ha portato ad una risposta positiva da parte del mercato, che ha permesso il recupero dei costi di produzione, condizione questa che non si era verificata nel 2014".
Andrea Tebaldi
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