All’istituto Taddia la legalità fa scuola con Ciro Corona
CENTO. «Sono in molti a ribadire che le mafie si combattono prima di tutto con la cultura . Un messaggio raccolto da tantissime associazioni a Scampia nel Napoletano». A raccontarlo è stato Ciro...
CENTO. «Sono in molti a ribadire che le mafie si combattono prima di tutto con la cultura . Un messaggio raccolto da tantissime associazioni a Scampia nel Napoletano». A raccontarlo è stato Ciro Corona davanti ad una platea di oltre 200 studenti delle Taddia, nell'Aula Magna dell'istituto di Cento. Ciro Corona è un ragazzo, nato e cresciuto a Scampia, dove vive e lavora ancora oggi, che ha deciso di dire no a quella camorra che tiene in ostaggio la periferia nord di Napoli.
L'incontro è stato organizzato dal Presidio Libera del Centopievese all'interno di un progetto più ampio che prevede altre iniziative, come occasione di scambio tra l'Emilia e la Campania. Ciro ha raccontato che la sua laurea in filosofia gli ha fatto capire che la cultura è uno strumento per la libertà di coscienza e che la libertà è un bene prezioso, perché «le idee sono a prova di proiettile». Ha fondato l'Associazione (R)esistenza, di cui è presidente, che lotta contro l'illegalità e la cultura camorristica, operando proprio nel cuore di Scampia, lavorando con i minori e sviluppando progetti di formazione. Il nome scelto ha un doppio significato. «Esistenza perché finché esistiamo, ci riappropriamo delle nostre terra, della nostra cultura e della nostra dignità contro il Sistema. "Resistenza", perché di fronte ai soprusi e intimidazioni della camorra l'unica reazione è resistere con una rete che ci supporta e alla quale diamo il nostro contributo».
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