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l’incontro-seminario all’ibs

L’ignoranza nemica delle donne

L’ignoranza nemica delle donne

«Gli antidoti al femminicidio? Le leggi ma anche cultura e poesia»

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Il 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, e a questo tema è stato dedicato un seminario nella libreria Ibs+Libraccio, una scelta non casuale: le librerie sono motori di sviluppo culturale e di lotta all'ignoranza, e combattere contro il femminicidio significa lottare anche contro stereotipi. In questo modo inoltre l'amministrazione comunale ha ribadito la volontà di andare incontro alle persone e condividere una riflessione sulla violenza di genere. Come afferma l'assessora alle Pari Opportunità Annalisa Felletti, «il Comune si sta impegnando contro ogni forma di violenza e di genere. A livello regionale abbiamo una delle legislazioni più avanzate in questo ambito». La libreria era disseminata di scarpe rosse, icona della campagna contro la violenza di genere; l'artista messicana Elina Chauvet nel 2009 fece questa prima esposizione a Ciudad Juàrez, città dove venivano rapite e stuprate centinaia di donne perché c'era la totale impunità per questi reati. Liviana Zagagnoni, presidente Udi, ha spiegato che «novembre è il mese in cui si concentrano le iniziative, ma noi lavoriamo quotidianamente». La proiezione del corto di Alessia Natali Mariani ha messo in luce in maniera delicata la drammaticità della violenza. Il presidente del Cam, Centro antiviolenza per uomini maltrattanti, Michele Poli, ha spiegato che «in un anno abbiamo svolto 100 colloqui e 41 incontri di gruppo». Paola Castagnotto (Centro Donna Giustizia) rammenta che dagli «ultimi dati Istat oltre 6milioni di donne hanno subito violenza. Nel 2014 il 34,5% delle donne ha temuto per la propria vita. In Emilia Romagna sono state uccise 4 donne, tra cui Ishrak, la ragazza di Mesola».

Il sindaco Tagliani ha sottolineato la necessità di creare nuovi modelli culturali: «I ragazzi hanno bisogno di poesia e cultura, e bisogna partire dalla scuola. In questi giorni assistiamo a tanta pseudoinformazione, che continua a proporre le biografie dei terroristi, continuando così a perpetuare modelli basati sulla violenza, alterando i meccanismi di percezione e creando paura».(v.c.)

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