La rinascita di Rizzati: cioccolato da esportazione
Costruttori ferraresi rilevano l’attività fallita per rilanciarla anche oltre frontiera Socio romagnolo per aprire i canali esteri. Negozio capostipite in centro storico
FERRARA. Dopo il pampepato, che molti considerano l’unico vero dolce ferrarese, già incamminato sul la strada dell’Igp, saranno la tenerina, lo cioccolato e i canditi prodotti da Rizzati a imporre nuovamente i sapori della gastronomia estense sulle tavole del resto del mondo? Un progetto ambizioso quello covato da una famiglia di imprenditori ferraresi che dopo aver acquistato il marchio commerciale intende lanciarlo oltre confine. Per raggiungere l’obiettivo, però, ha deciso di fare il primo passo all’interno delle Mura insediando il negozio capostipite in centro storico.
L’insegna di Rizzati, già nota in città grazie alla Bottega del cioccolato di via San Romano, era sparita dopo il fallimento della società. Un avvenimento che non ha lasciato indifferente una famiglia di imprenditori amici, pronta a rilevare l’attività dal tribunale e a cercare una sede da cui ripartire. Legati al settore delle costruzioni gli investitori estensi hanno ristrutturato l’ex area commerciale di una gioielleria, sotto la Torre dell’Orologio, e mercoledì 25 novembre la nuova attività - 30 metri quadrati - aprirà i battenti. L’ingresso della clientela anticiperà solo di qualche giorno l’inaugurazione ufficiale del negozio che - come ha annunciato venerdì sera il sindaco Tiziano Tagliani parlando davanti alla platea dell’assemblea annuale Cna - aggiungerà un altro tassello al progetto comunale di «far salire la città verso una fase di maggiore visibilità ed attenzione, senza per forza passare per il luogo comune di “Ferrara capitale”».
Questa volta il flusso si muoverà controcorrente, ha osservato Tagliani: non sarà infatti una multinazionale ad aprire uno stabilimento a Ferrara ma un marchio nato all’ombra del Castello a cercare di conquistare un mercato che si estende ben oltre il Po e il Reno. Vogliamo promuovere «eventi - aveva spiegato il sindaco agli artigiani - che saranno sempre più occasioni di impresa».
Il progetto di rinascita di Rizzati passa attraverso la costituzione di un’alleanza di capitali ferrarese-romagnola. Sarà coinvolto infatti un marchio del settore della ristorazione (Caffè Pascucci) presente con i suoi shop in vari mercati (Europa, Asia, Medio Oriente). Questa rete sarà il motore della «distribuzione». Il piano operativo, che vedrà schierata in prima linea sul fronte della produzione la famiglia Rizzati, è stato messo a punto e coltivato per quasi un anno. Il negozio di Ferrara spera di esportare il know how maturato nell’arte del cioccolato ricorrendo a varie modalità commerciali. Alla clientela estense e ai turisti servirà caffè, gelati e cioccolato “griffati”. Quest’ultimo (pampepato compreso) sarà certificato biologico e senza glutine. (gi.ca.)
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