Processo Acer, verdetto a gennaio
Ex funzionario accusato di concussione: dibattimento chiuso Acquisite le schede dei lavori gratis a casa dell’ex presidente
Il processo sullo scandalo dell’Acer è arrivato agli ultimi capitoli. Con l’udienza di ieri si è conclusa l’istruttoria e il tribunale, dopo aver respinto diverse richieste di integrazione dibattimentale, ha fissato per il 18 gennaio l’apertura della discussione finale. Poco ha aggiunto, rispetto a quanto dibattuto finora, l’udienza di ieri ai contenuti del processo che vede imputato il geometra Salvatore Di Salvatore, ex responsabile dell'Ufficio Manutenzione dell'Azienda Casa Emilia Romagna, accusato di concussione. Da registrare la testimonianza di un geometra che lavorava per un Consorzio legato a Global Impianti, l’azienda di fiducia di Acer il cui titolare, Filippo Dianti, con le sue dichiarazioni ha innescato l’inchiesta sulle presunte mazzette pretese dai funzionari Acer. Chiamato dalla difesa Di Salvatore (avvocati Anselmo e Pisa) a testimoniare su un assegno del 2009 dell’importo di 2.100 (tra le somme contestate come tangenti mascherate da compensi per lavori), il geometra non ha riconosciuto come propria la sottoscrizione per la girata all’incasso, contrariamente a quanto aveva dichiarato nel febbraio del 2014: «Di solito, non firmo così», ha scandito in aula.
Prima della chiusura del dibattimento, inoltre, l’avvocato Alberto Bova (che assiste Filippo Dianti, costituito parte civile) ha chiesto e ottenuto di acquisire nel fascicolo le schede e il computo relativo ai lavori (circa 30mila euro) compiuti gratuitamente dalla Global Impianti a casa dell’ex presidente Acer Ivan Ricci, al centro di una delle ultime udienze.(a.m.)
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