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la crisi della banca

Carife, filiali sotto pressione con minacce e malori

Carife, filiali sotto pressione con minacce e malori

Ferrara, risparmiatori arrabbiati e disperati, cartello sindacale: non è colpa nostra. Chiamate in redazione: qualcuno ci aiuti. Cavallini (Cgil): non finisce qui
Il pungiglione della Nuova Ferrara

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FERRARA. Minacce e malori. Carabinieri tirati in ballo per ripristinare l’ordine. È stata una giornata al calor bianco, quella vissuta in molte filiali della Cassa di Risparmio di Ferrara, la prima nella quale i dipendenti si sono trovati ad affrontare la rabbia e la disperazione degli obbligazionisti che hanno visto sfumare i loro risparmi. Ad un certo punto della mattinata sono intervenuti i sindacati aziendali facendo affiggere all’interno delle filiali un volantino rivolto ai clienti per spiegare che «quanto sta avvenendo in relazione ad alcune categorie di obbligazioni ed alle azioni dell’istituto stesso non dipende nè dal personale nè dall’attuale azienda. Trattasi di decreto legge approvato dal Governo italiano e delle conseguenti istituzioni emanate dalla Banca d’Italia». Non prendetevela con i dipendenti, è la sostanza dell’avviso, che però è stato largamente ignorato quasi ovunque.

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A Comacchio, Quartesana e Goro, a quanto emerge dai sondaggi sindacali e dalla rete di contatti tra dipendenti, i punti più caldi: nel centro lagunare un gruppo di clienti si è presentato allo sportello con minacce e insulti, ed è stato allontanato solo con la promessa di chiamare la forza pubblica (poi gli alterchi sono continuati in strada). E all’agenzia sede un risparmiatore ha avuto un malore. Ma ovunque i dipendenti hanno dovuto arginare, quantomeno, le telefonate tra l’incredulo e il disperato in particolare degli obbligazionisti, con appuntamenti fissati nei prossimi giorni. «Le organizzazioni sindacali stanno valutando tutte le possibili iniziative» è la conclusione del volontino Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Ugl credito e Uilca: la richiesta all’ad Giovanni Capitanio è di spiegare di persona ai clienti cos’è successo, e pare ci sia la disponibilità a presenziare a colloqui, più che di prendere posizione ufficialmente.

Qualcuno si è anche rivolto alla redazione, «ma com’è possibile che queste obbligazioni siano finite così? Stamattina in banca mi hanno detto che 90mila euro delle rate rimanenti sono perse - ha raccontato un risparmiatore - Io non me la sono mai presa con nessuno, ma adesso ci devono aiutare».

«Una cosa dev’essere chiara: non consideriamo la vicenda chiusa» dice Nicola Cavallini (Fisac Cgil), che ha chiesto alla segreteria nazionale un incontro con Bankitalia o con il governo. «Bruciando 400 milioni in quattro banche hanno però provocato danni di fiducia all’intero sistema - continua Cavallini - E a Ferrara il governo ha dato uno schiaffo, ignorando le peculiarità di Carife che istituzioni, Fondazione e politici ferraresi avevano evidenziato». (s.c.)

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