La Nuova Ferrara

Ferrara

I predoni dell’Oasi restano in carcere

di Marcello Pulidori

Campotto, il processo è stato rinviato al 30 novembre Ma il giudice conferma la custodia cautelare per i 4 romeni

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CAMPOTTO. Il processo con rito direttissimo è stato rinviato dal giudice al 30 novembre. Ma la novità (storica per la provincia di Ferrara) è che, proprio nel rinviare il processo a quella data, il giudice (la dottoressa Debora Landolfi, pm Stefano Longhi) ha disposto la custodia cautelare in carcere per i 4 romeni arrestati. Non era mai successo che dalle nostre parti questi veri e propri predoni dei corsi d’acqua dovessero restare per alcuni giorni in carcere, nella fattispecie quello di Ferrara. La notizia è di ieri in tarda mattinata (peraltro, va registrato che nei pressi del tribunale si erano ritrovati i parenti dei quattro arrestati, controllati sia dalla Polizia penitenziaria che dai carabinieri). I quattro romeni, accerchiati dalle forze dell’ordine e successivamente arrestati, dovranno ora rispondere di furto aggravato: il più giovane ha 20 anni, il più vecchio 35. Viene ipotizzato, appunto, il reato di furto aggravato in quanto il fatto è stato compiuto non soltanto all’interno di una zona protetta come l’Oasi di Campotto ma anche nei pressi dell’abitazione del responsabile dell’Oasi stessa. Sarebbe come rubare nel parco di una villa di proprietà di un privato cittadino. Insomma, i 4 arrestati nel corso dell’operazione congiunta e condotta da Polizia provinciale e carabinieri dovranno (come deciso dall’autorità giudiziaria) restare in carcere fino al 30 novembre, data fissata dal giudice per il processo. Sta qui la novità di grandissimo rilievo. Già lunedì scorso Claudio Castagnoli, comandante della Polizia provinciale e tra i maggiori esperti nella lotta al bracconaggio, aveva dichiarato: «Abbiamo dato un bell’urto al fenomeno della pesca di frodo, stiamo spingendo questi delinquenti un po’ più indietro e questo non può che rappresentare un fatto positivo ed importante soprattutto per gli habitat naturali». Un comandante della “Provinciale” al quale si deve molto, oltre al supporto fondamentale delle forze dell’ordine, se in provincia le cose riguardanti la lotta al bracconaggio (sia ittico che relativo alla fauna di terra) stanno prendendo una buona piega. Uno dei dati relativi all’attività della Polizia provinciale fornito proprio negli ultimi giorni è emblematico: negli ultimi anni gli uomini della “Provinciale” hanno sequestrato qualcosa come 24 chilometri di reti abusive. Se stese, coprirebbero il percorso stradale che congiunge Ferrara a Tresigallo.

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