La Nuova Ferrara

Ferrara

stop violenza sulle donne

Leggi, risorse e coccarde rosse

di CATERINA FERRI *

di CATERINA FERRI * Ho apprezzato come cittadina e come amministratrice la presenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla camera ardente di Valeria Solesin, la giovane donna caduta a...

2 MINUTI DI LETTURA





di CATERINA FERRI *

Ho apprezzato come cittadina e come amministratrice la presenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, alla camera ardente di Valeria Solesin, la giovane donna caduta a Parigi vittima della folle violenza di Daesh. Una violenza cieca e barbara che ha colpito il cuore dell'Europa e che ogni giorno umilia e uccide migliaia di persone, soprattutto donne. Le giovani donne curde di cui vediamo le foto, con un fucile in braccio e gli occhi fieri di chi sta combattendo per difendere la propria libertà. Le spose bambine peshmerga, ridotte in schiavitù e costrette a subire un destino di abusi e violenze.

Il 25 novembre è la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, una giornata che ci costringe a riflettere su una piaga che ogni anno come in un bollettino di guerra miete decine di vittime anche nel nostro Paese, vittime in oltre il 70% dei casi di mariti, fidanzati, spesso non in grado di accettare un rifiuto o un abbandono. La violenza tuttavia non è solo quella fisica. È una violenza anche quella che costringe una giovane donna a dover scegliere tra la possibilità di avere una famiglia e quella di mantenere il proprio lavoro. Proprio di questo Valeria Solesin si occupava, di approfondire attraverso studi sulla demografia le differenze dei servizi di welfare per le donne madri e lavoratrici, nel sistema italiano e in quello francese. Certamente una borsa di studio in suo nome è un modo nobile e concreto di ricordare Valeria e il suo impegno, ma altrettanto lo sarebbe un impegno più forte e profondo verso l'affermazione di un sistema di welfare davvero paritario nel nostro Paese. È un importantissimo risultato la normativa sulle dimissioni in bianco, così come l'aver allargato il diritto alla maternità a chi prima non aveva diritti, ma a ciò devono seguire risorse più ingenti per sostenere il lavoro delle donne, siano esse madri oppure no. Purché sia una loro scelta se diventarlo o meno, una scelta libera. Per questo, come donna e come assessore, spero che oggi Renzi, e come lui gli amministratori della nostra città, ricordino di indossare una coccarda rossa, o magari una cravatta, un simbolo di questa Giornata e dell'impegno rinnovato del Governo nella lotta alla violenza sulle donne. Noi a livello locale come Comune ci siamo, e ogni giorno cerchiamo di fare la nostra parte, sostenendo le associazioni, i centri antiviolenza, provando a portare avanti con le nostre politiche un modello di società diverso, quello che anche Valeria stava cercando di costruire, più giusto e più libero.

. * assessora al Lavoro

del Comune di Ferrara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google