Nuovi turni di lavoro, vincoli e sanzioni. E ora chi viola la legge paga
Ferrara, entra in vigore la "rivolizione" degli orari. Il S. Anna: ancora presto per dire se serviranno assunzioni di medici e infermieri. L'Asl: applicheremo le disposizioni
FERRARA. Scatta oggi la rivoluzione degli orari della sanità, con i nuovi e rigidi vincoli sui periodi minimi di riposo e sugli straordinari per medici e infermieri. Prescrizioni che hanno costretto le amministrazioni pubbliche e private, in particolare quelle ospedaliere, ad allestire piani di riorganizzazione interna con l’intento bivalente di assorbire le novità introdotte dalla legge e di far quadrare i conti dell’organico.
La misura di quanto l’obiettivo possa risultare complicato sta in una notizia diffusa ieri dal quotidiano “La Stampa” e poi ripresa dalle agenzie proprio alla vigilia della “rivoluzione”, con un tempismo quindi che non sembra proprio frutto del caso. Il governo sta infatti lavorando a un emendamento alla Legge di Stabilità, che sarà presentato alla Camera, con l'obiettivo di prevedere uno sblocco del turn over in sanità per l'assunzione di 3mila medici e il riassorbimento dei precari.
Sono due i vincoli che rischiano di avere un impatto considerevole sulla gestione del personale sanitario. Secondo la nuova normativa che trova applicazione un anno dopo la sua introduzione nell’ordinamento, dettata da una disposizione comunitaria, a ogni operatore dovrà essere garantito un riposo di almeno 11 ore consecutive ogni 24 ore; inoltre la durata media settimanale dell'orario di lavoro calcolata su un arco di quattro mesi, non potrà superare le 48 ore, compreso lo straordinario. Due sponde strette che stanno rendendo poco agevole e piuttosto problematico il lavoro di ogni direzione ospedaliera, in particolare dei responsabili di unità operativa, che dovranno sciogliere il nodo aggrovigliato delle esigenze legate ai nuovi turni e dell’organico materialmente a disposizione.
Chi riempirà le tabelle degli orari in corsia dovrà fare attenzione anche ad altri paletti: ad esempio il rispetto del limite massimo di 12 ore e 50’ di lavoro giornaliero e del plafond annuale di ore di straordinario ammesse (250). Le direzioni territoriali del lavoro potranno sanzionare economicamente le violazioni. Sono previsti tetti salati: anche 3mila euro (riposo giornaliero) e 10mila euro (lavoro settimanale). L’Asl, attraverso una dichiarazione stringata fino al limite del possibile, assicura «che saranno rispettate tutte le disposizioni introdotte dalla nuova normativa». L’azienda ospedaliera ieri ha incontrato i medici per parlare di dipartimentalizzazione, accorpamenti tra le unità operative e carichi di lavoro. Il direttore amministrativo Savino Iacoviello ha spiegato alla “Nuova” che «stiamo lavorando assieme a tutti i livelli decisionali, a partire dalle unità operative, per valutare il fabbisogno di personale richiesto per ogni attività (ricoveri, etc.). Stiamo studiando la scansione più opportuna dei turni che dovrà essere riveduta e adattata. Sul sito del Sant’Anna pubblicheremo una sorta di guida per agevolare il personale. Se saranno necessarie nuove assunzioni? È ancora troppo presto per dirlo».
Lucio Trevisani, segretario aziendale Anaao, avverte: «Il nostro sindacato ha posto la questione sul tavolo dell’Europa che poi ha fissato paletti precisi. È chiaro che nessuno potrà chiedere proprio a noi di voltarci da un’altra parte se non si rispetteranno le nuove regole. In quel caso ci rivolgeremo all’Ispettorato del Lavoro». «Il problema principe, quello della carenza di organico e dell’invecchiamento della forza lavoro è destinato ad acuirsi», commenta preoccupata la Fials. (gi.ca.)
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