Una raccolta firme per ossigenare la Sacca di Goro
GORO. Sono passati quattro mesi dalla moria della Sacca di Goro: nel mese di luglio l’annossia colpì oltre la metà dei 2.700 ettari della stessa e per alcune cooperative la moria del prodotto...
GORO. Sono passati quattro mesi dalla moria della Sacca di Goro: nel mese di luglio l’annossia colpì oltre la metà dei 2.700 ettari della stessa e per alcune cooperative la moria del prodotto fu totale. Fra le iniziative per cercare soluzioni, quella della Cooperativa “La Vongola di Goro” che ha promosso una petizione fra tutti gli operatori della Sacca di Goro per una apertura controllata dello Scanno. Sergio Ferrari Presidente della Cooperativa La Vongola di Goro nonchè assessore ai Lavori Pubblici ci illustra la proposta: «Con i tagli temporanei non si risolve il problema, ho pensato ad un canale tra il Faro e la “Goba” con un tubo che sporga per 200 metri in mare in modo da garantire un continuo flusso d’acqua nella zona interessata. Fino ad ora abbiamo raccolto circa 600 firme, però visto che gli operatori della Sacca sono circa 1.300, spero che in questi ultimi giorni si possa raggiungere un numero superiore, la petizione si può firmare in Comune all’ufficio anagrafe dalle ore 9.30 alle 12.30 e presso gli Uffici del Consorzio Pescatori». «Nei prossimi giorni - continua Ferrari - incontrerò Nicoli del Servizio Tecnico di Bacino Po di Volano per illustrare il progetto e per una attenta verifica sulla sua fattibilità, poi mi recherò in Regione (servizio economia ittica) per portare le firme, e sollecitare l’intervento in Sacca. Non è pensabile affrontare anche la prossima estate nelle attuali condizioni, troppo rischio, e futuro davvero incerto. Chiedo pertanto un ultimo sforzo a tutti coloro che non hanno ancora firmato di farlo in questi giorni, questo ci da modo di avere più forza nei confronti di quelle Istituzioni delegate ad intervenire».
Odino Passarella
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