Armati di idee e cultura contro ogni atto violento
Per contrastare ogni forma di violenza contro le donne è fondamentale partire dall'educazione. Magari prendendo a modello quanto già si fa in Svezia, dove l'educazione alla differenza inizia dall'asil...
Per contrastare ogni forma di violenza contro le donne è fondamentale partire dall'educazione. Magari prendendo a modello quanto già si fa in Svezia, dove l'educazione alla differenza inizia dall'asilo nido. Il filo rosso che ha condotto l'appuntamento di ieri, "Insieme contro la violenza sulle donne" nell'ambito della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, è stato il concetto che solo l'educazione può svolgere il ruolo indispensabile di eliminare gli stereotipi di genere, che spesso evolvono in violenza. La maratona di lettura, intervallata da una performance di danza, ha visto un Ridotto del Teatro Comunale gremito di studenti degli istituti "Aleotti" e " Vergani", che hanno preso parte al dibattito leggendo messaggi scritti da donne e uomini sul tema della violenza.
L'iniziativa, promossa dal Coordinamento Donne Slc/ Cgil, Udi, Arci, ideata da Barbara Pizzo, ha visto gli interventi dell'assessora alle Pari Opportunità Annalisa Felletti, Donata Giusti (Slc/Cgil), Paolo Marcolini (presidente Arci), Liviana Zagagnoni (presidente Udi), Manuela Fantoni (segretaria provincialed Spi/Cgil). Ha introdotto Daniela Bonazza, del Coordinamento donne.
Felletti sottolinea come già dal titolo "Insieme contro la violenza sulle donne" si intuisca che solo la capacità di fare rete tra associazioni e istituzioni può offrire un contributo importante di contrasto alla violenza di genere: «I giovani sono il nostro futuro, e il lavoro fatto nelle scuole su questo tema ha un valore aggiunto». Di combattere contro questo crimine contro l'umanità parla Marcolini: serve «un esercito di persone per agire contro ogni sintomo che contrappone uomini e donne».
Le conclusioni di Paola Castagnotti, presidente Centro Donne Giustizia, evidenziano le mancanze del nostro paese: «Nel 2015 non stiamo applicando la Convenzione di Istanbul,(sebbene l'Italia l'abbia ratificata), dove viene attribuita responsabilità agli Stati anche quando la violenza avviene ad opera di privati. Potremmo costituirci parte civile contro lo Stato, se non fa quanto in suo dovere. Dal 2013 ad oggi, secondo un report presentato in Senato da Rosa shocking, sono stati spesi due milioni di euro in meno in prevenzione»"
Veronica Capucci
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