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Berco e sindacati ancora distanti

di Maurizio Barbieri
Berco e sindacati ancora distanti

Copparo, il nodo economico condiziona la delicata trattativa. Lunedì riprenderà il confronto

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COPPARO. Tra Berco e sindacati non c’è stata la tanto attesa fumata bianca. L’incontro di ieri tra direzione e i sindacati è stato interlocutorio e il confronto riprenderà lunedì della prossima settimana. All’incontro erano presenti i segretari provinciali Samuele Lodi (Fiom-Cgil); Sandra Rizzo (Fim-Cisl), Riccardo Gallottini (Uilm-Uil) e Alberto Finessi (Ugl) mentre per l’azienda c’erano il numero due George Giovanatis, Daniele Mingozzi, responsabile delle risorse umane , Luca Baraldi, responsabile del settore produzione e l’avvocato De Palma di Milano. «Siamo fermi sulla parte economica - spiegava ieri sera Sandra Rizzo, segretaria provinciale della Fim-Cisl al termine dell’incontro che si è protratto per oltre quattro ore dalle 15 a fin dopo le 19. Ci sono state proposte da parte dell'azienda e di cui però abbiamo bisogno di fare riunione con tutta la Rsu» ( ieri al tavolo c'era solo il coordinamento Berco di Copparo e di Castelfranco Veneto ndr). «C’è ancora da lavorare - ha affermato Riccardo Gallottini (Uilm-Uil) - il punto nodale è come dare risposte all’accordo siglato a Roma al ministero il quale chiariva che dopo ue anni dalla firma di tale accordo l’azienda doveva elargire soldi ai lavoratori in base al fatturato. IL fatto che i numeri dicono che Berco è al di sotto del fatturato previsto e quindi quei soldi non ci sono tutti. Le distanze economiche sono ancora significative. In questi primi due mesi del nuovo anno (per Berco l’annata si è chiusa il 30 settembre) l’azienda ha il segno - rispetto all’analogo periodo dello scorso anno».

«Berco ha detto che la situazione non è rosea - afferma Alberto Finessi (Ugl) - alcuni mercati, tipo Nord America stanno dando meno certezze. L’accordo recitava che c’era il ripristino del premio feriale, circa mille euro l’anno e il premio di produzione 32-33 euro mensili per un totale di circa 1.500 euro l’anno che dovevano entrare nelle tasche dei lavoratori. Quello che avevamo paventato non è il marasma davanti al quale ci troviamo oggi. In sostanza l’azienda ci ha detto che è in una situazione di non liquidità e quindi il quadro è molto più complesso di quanto può sembrare». Le parti si sono date appuntamento per lunedì pomeriggiop. In precedenza, alle 14, i sindacati provinciali si riuniranno con le Rsu aziendali per poi salire al quarto piano al fine di cercare di chiudere la trattativa.

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