Il vecchio Sherlock Holmes sfida il suo glorioso passato
Ian McKellen grande protagonista di un buon giallo diretto da Bill Condon
Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto
Un film di Bill Condon. Con Ian McKellen, Milo Parker, Laura Linney, Hattie Morahan, Patrick Kennedy. Thriller, durata 104 minuti - Gran Bretagna, Usa, 2015.
Scordatevi la pipa, il berretto a doppia visiera, il cappotto a mantellina e l’immancabile lente d’ingrandimento. Quelli erano solo marchi di fabbrica per rendere unico un mito. Scordatevi anche l’esuberante Holmes interpretato recentemente da Robert Downey Jr. o quello più paludato degli anni 40/50 da Basil Rathbone. Sherlock Holmes ora ha 93 anni, è un uomo turbato per l’inesorabile invecchiamento, ma soprattutto perché è andato in pensione forzatamente, senza aver risolto il suo ultimo caso.
È l’inizio del nuovo film di Bill Condon che riporta alla ribalta il grande detective inglese, che deve per questioni fisiologiche ed anagrafiche affrontare la perdita graduale del suo immenso talento investigativo. Come il suo papà letterario Conan Doyle, la sceneggiatura tratta dal romanzo di Mitch Cullin, vede Holmes affrontare gli ultimi anni della sua esistenza nel Sussex ad allevare api, in compagnia di una governante e del giovane figlio di lei. Non ci sono più l’inseparabile dottor Watson, Mrs. Hudson, Mycroft, l’ispettore Lestrade, sono tutti morti da anni e questo rende la sua vecchiaia ancora più angosciante.
La storia è ambientata nel 1947, ma si ritorna tra flash back e spostamenti temporali al 1919, l’anno del mistero irrisolto. Due mondi opposti che si congiungono grazie al comun denominatore offerto dal protagonista, un eccezionale Ian McKellen che si conferma un attore che può recitare personaggi shakespeariani o fare Gandalf nel Signore degli Anelli con la stessa intensità ed efficacia. E torna ad essere diretto da Bill Condon dopo il successo di “Demoni e dei”. Il mistero, il vero rompicapo di Holmes, è una specie di “Vertigo” alla Hitchcock, davvero intrigante e imprevedibile sino alle fine.
Gian Pietro Zerbini
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