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Il vescovo Negri smentisce e annuncia querele a "Il Fatto quotidiano"

Il vescovo Luigi Negri
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Il vescovo Luigi Negri

La replica dopo le parole choc attribuite sul papa Bergolio: "Sono state riportate frasi che non ho mai pronunciato,  tra virgolette nei titoli una interpretazione che  il giornale ha voluto dare alla vicenda, crocifiggendomi:  una procedura di gravità inaudita".

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FERRARA - Il Vescovo di Ferrara Luigi Negri non ci sta. Smentisce tutto, di aver detto parole mai pronunciate, annuncia querele a «Il Fatto quotidiano» e chiede all’Ordine dei giornalisti di intervenire dopo il caso che lo ha travolto.

In una nota spiega la sua posizione, dopo aver riflettuto un giorno, dicendosi preoccupato rivolgendosi «primariamente alla mia chiesa con un messaggio di chiarimento riguardo alle affermazioni apparse su "il Fatto Quotidiano" del 25 novembre scorso». Posizioen che spiega monsignor Negri «non può prescindere da una seconda, doverosa e necessaria azione nei confronti di chi ha così gravemente leso la mia dignità umana ed ecclesiastica e anche quella della chiesa».
«"Il Fatto Quotidiano" - scrive il Vescovo - ha operato in spregio delle più elementari norme deontologiche del giornalismo, attribuendomi frasi virgolettate che non ho mai detto ed estrapolandone altre dai loro contesti originari per ricavarne contenuti opposti a quanto si stava dicendo, trasformando così l'ipotesi del giornalista in certezza».


Poi la riflessione si sposta sulla deontologia: «E’ profondamente scorretto sul piano della professione e deontologia del giornalista e la cosa più grave - si sofferma Negri - riguarda la prima pagina: “Francesco deve fare la fine di quell'altro Papa”. Il terribile titolo virgolettato, infatti, riporta una frase mai pronunciata da me, e prova ne è che poi tale frase non è più rintracciabile nel corpo dell’articolo».
«Quello che risulta chiaro - continua - è che si virgoletta l’interpretazione che “il Fatto” ha voluto dare alla vicenda, crocifiggendomi così ad una frase mai pronunciata. E’ una procedura di gravità inaudita».


Poi analizza l’intero articolo: «All’interno dell’articolo poi, alla prima frase virgolettata - su cui poggia l'intero testo - arbitrariamente si aggiunge: “Il riferimento a papa Luciani è appena velato”. Questa è un’altrettanto assoluta, arbitraria interpretazione, completamente opposta al mio pensiero, che faceva riferimento a ben altre vicende della chiesa, che esporrò nei luoghi e tempi opportuni».


«E che dire - si dilunga il vescovo - infine dell'utilizzo di frasi sottratte senza il permesso della persona interessata e senza chiedere, al momento in cui sono state pronunciate, il loro reale significato e non riportate nella loro completezza? Oltre dunque a riservarmi di far valutare ai miei legali ogni misura a tutela dell’onorabilità della Chiesa e della mia persona, chiedo all’opinione pubblica e all’Ordine dei Giornalisti se questo è il modo di svolgere il lavoro informativo».
E per finire chiede «alla comunità ecclesiale e civile di non rendersi complice di tali operazioni».
 

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