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Paglia (Si): non c’era obbligo di obbedire alla Commissione Ue

Dopo una prima tornata di giudizi tutto sommato positivi, sembra essere cambiata l’aria attorno all’operazione salva-banche (e ammazza-obbligazionisti). Ci ha messo del suo Salvatore Maccarone,...

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Dopo una prima tornata di giudizi tutto sommato positivi, sembra essere cambiata l’aria attorno all’operazione salva-banche (e ammazza-obbligazionisti). Ci ha messo del suo Salvatore Maccarone, presidente del Fondo interbancario, tornato ieri in commissione Finanze della Camera per ribadire «che non esiste alcuna norma comunitaria che avrebbe impedito il suo intervento, ma solo un’interpretazione arbitraria della Commissione Ue - riferisce Giovanni Paglia (Sinistra italiana) - È sulla base di questa interpretazione che il governo ha impedito nei mesi scorsi l’intervento del Fondo, quando sarebbe stato possibile agire prima che la situazione si compromettesse al punto da compromettere totalmente gli interessi di azionisti e obbligazionisti. Perché il governo non ha tutelato gli interessi nazionali, accettando sulla base di un atto atipico della commissione Ue di lasciar deteriorare la situazione, e lo ha fatto senza nemmeno chiedere una decisione formale? Dovrà rispondere». Bankitalia dovrebbe chiarire, dal canto suo, «perché le ispezioni non hanno mai messo in luce le anomalie nella gestione delle quattro banche che hanno portato a queste perdite» rileva il direttore di Altroconsumo Finanza, Vincenzo Somma. A livello locale, Mauro Malaguti (Fdi) inserisce Carife tra i «disastri di 70 anni di amministrazione di sinistra, dalla Costruttori agli Specchi, da Cona all’Idrovia. Quando si profilavano questi devastanti eventi la destra li ha sempre denunciati, nella generale indifferenza o sufficienza degli elettori».

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