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Parte l’assalto al decreto «Tutelare i risparmiatori»

La Cgil chiede modifiche in sede di conversione, e la clausola-2019 fa sperare Federconsum: ricorso alla Corte diritti dell’uomo, presto assemblea per le cause

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I provvedimenti di Bankitalia che hanno varato la Nuova Carife e mandato al macero azioni e obbligazioni junior della vecchia banca non hanno bisogno di voti parlamentari. Il decreto legge-cornice del governo, invece, sì. Dovrà essere approvato entro il 22 gennaio 2016 da entrambe le Camere, e c’è chi già ipotizza il suo inserimento nella Legge di Stabilità per convertirlo più rapidamente. «Questa procedura renderebbe possibile delle modifiche» ammette Mauro Marini, presidente della commissione Finanze del Senato, che si è occupato delle norme sul bail-in, anticipate in parte da Bankitalia. E richieste di modifica saranno spinte dai sindacati dei quattro istituti salvati, «siamo pronti a costituire un coordinamento sindacale delle quattro banche e a sollecitare, in sede di conversione del decreto legge, modifiche tali da tutelare almeno gli obbligazionisti subordinati» ha detto ieri Nicola Cavallini (Fisac Cgil).

Il tentativo di cambiare le carte in tavola si basa sul supporto legislativo del provvedimento di svalutazione dei titoli, «visto il D.lgs. del 16 novembre 2015, n. 180» scrive Bankitalia. L’articolo 3 comma 9 di quel provvedimento, o meglio nella sua appendice numero 181,si fa esplicitamente riferimento ad uno slittamento applicativo a dopo l’1 gennaio 2019. «Si tratta della norma chiesta dalle commissioni, proprio per tutelare le obbligazioni junior nel bail-in, visto che i sottoscrittori anni fa non potevano sapere come sarebbe aumentato il grado di rischio di quei titoli» spiega ancora Marino. Il fatto che Bankitalia abbia ignorato questa clausola, pur anticipando parte dello schema del bail-in, può togliere copertura giuridica ai provvedimenti “ammazza-obbligazioni”?

In attesa di conoscere la risposta quantomeno delle Camere, le associazioni dei consumatori si scatenano. Federconsum e Adiconsum a livello nazionale «non escludono di chiamare in giudizio le responsabilità di Bankitalia e Consob», mentre il pool legale di Fedeconsum Ferrara (Massimo Cerniglia, Ermanno Rossi e Massimo Buja) sta valutando se «proporre la questione di legittimità costituzionale del decreto e rivolgere ricorso alla Corte dei diritti dell’uomo, per la ingiustificata espropriazione dei beni dei cittadini, in maggioranza ferraresi». Inoltre l’associazione «ritiene che anche i possessori di obbligazioni subordinate possono proporre azioni legali contro la Nuova Carife per le violazioni delle regole di comportamento all’atto del collocamento o negoziazione delle obbligazioni». L’obiettivo è anche di non far trasferire i crediti nella bad bank. In attesa di un’assemblea, Federconsum invita «i risparmiatori a rivolgersi ai propri sportelli per un colloquio e per il ritiro dell’atto interdittivo della prescrizione e richiesta dei documenti». (s.c.)

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