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Alleanza tra Fondazioni spogliate

Alleanza tra Fondazioni spogliate

Palazzo Crema a rischio liquidazione contatta Chieti e Marche. Il salvagente Acri

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Un’alleanza tra le Fondazioni delle banche “salvate” per capire se c’è ancora uno spazio di manovra o bisogna avviarsi alla liquidazione volontaria. È questo il menu sul piatto del consiglio d’amministrazione di Palazzo Crema, in programma per oggi pomeriggio. L’azzeramento delle azioni Carife, deciso da Bankitalia nell’ambito della liquidazione della vecchia banca, ha infatti praticamente prosciugato il serbatoio finanziario dell’ente, azzerando il valore della partecipazione che nel bilancio 2014 era indicata in 72,4 milioni di euro, prima della maxi svalutazione successiva all’abbattimento a 27 cent del valore azionario. Già per iscrivere a bilancio 2015 la perdita di oltre 66 milioni dovuta alle decisioni dell’assemblea Carife di maggio, la Fondazione aveva dovuto passare la valutazione del ministero del Tesoro, il suo ente di vigilanza, e dovendo aggiungere la perdita ulteriore la situazione diventa ancora più compromessa. Le altre risorse patrimoniali sono beni immobili per 4,6 milioni, tra i quali la sede di Palazzo Crema, le quadrerie che sono iscritte a bilancio per 9 milioni, una partecipazione alla Cassa depositi e prestiti da 1 milione, titoli di Stato per 1,4 milioni.

Al di là dei bilanci, in ogni caso, è evidente che la decisione di Bankitalia chiude gli orizzonti di un ente nato per effettuare interventi di tipo culturale, sociale, artistico, sanitario, dell’istruzione. Gli stessi problemi li hanno le “cugine” di Chieti, che ha perso domenica 77,1 milioni per l’azzeramento della partecipazione in Carichieti, e delle Marche (cinque Fondazioni, 425 milioni di patrimonio bruciato). Di qui l’orientamento, che sarà discusso oggi, di cercare contatti con questi enti per elaborare una strategia comune, prima di convocare l’organo d’indirizzo e decidere le mosse future. Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri, ha detto di seguire «con preoccupazione» le vicende di queste Fondazioni, assicurando però che «l’associazione si sta adoperando affinché venga salvaguardata la presenza delle Fondazioni nei medesimi territori e non venga meno il loro sostegno alle comunità di riferimento». Un impegno diretto, insomma, che equivale ad una sorta di ciambella di salvataggio, forse sotto forma di aggregazioni in grado di preservare almeno la sostanza, se non la forma, di enti come Fondazione Carife, che ha dipendenti e un direttore, Guido Reggio.

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