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Carife, tribunali e Camere ultime trincee

Carife, tribunali e Camere ultime trincee

Minacce a dipendenti a Napoli, non più in provincia. Federconsum in assemblea: valanghe di richieste d’aiuto, rischi sociali

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La rabbia e la disperazione dei risparmiatori che hanno visto andare in fumo 51 milioni di euro in obbligazioni subordinate Carife, ieri ha cominciato a spostarsi dal fronte degli sportelli a quello dei tribunali. Un diluvio di chiamate e visite dirette alle associazioni dei consumatori, ma anche direttamente a studi legali, hanno accompagnato il dispiegarsi quanto mai ampio dell’offerta di tutela, a partire da Federconsumatori che ha già indetto un’assemblea per sabato 5 dicembre. Tutta da valutare la pista delle modifiche pro-obbligazionisti del decreto salva-banche di domenica, sulla quale si sono lanciate le organizzazioni sindacali.

Un giro per le filiali di città, ieri mattina, era sufficiente per respirare un clima meno teso dei due giorni precedenti. Al di là della sfilza delle indisponibilità dei direttori («non siamo autorizzati a parlare», «preferisco non dire nulla»), i toni dei molti risparmiatori dai capelli bianchi in fila per un colloquio chiarificatore erano più amari e sarcastici che minacciosi. «Sì, sono qui per le obbligazioni, sono il frutto del lavoro di una vita e adesso mi dicono che non c’è più niente? Non credo proprio, e scommetto che i caporioni qui lo sapevano da tempo come andava» ha commentato un anziano che “scortava” al colloquio due signore, all’Agenzia 3. E si vedevano anche dei correntisti, quindi al sicuro, in genere giovani, che chiedevano di fare due chiacchiere «per i miei pochi soldi, sa viste le ultime vicende...» (Agenzia 1). Non è andata così bene ovunque: alla filiale di Napoli, ad esempio, un dipendente si è sentito minacciare della serie «sappiamo dove abiti».

Non stupisce, in ogni caso, che Federconsumatori abbia inviato la convocazione dell’assemblea degli obbligazionisti “azzerati” (5 dicembre, 9.30, al Rivana Garden) anche alla Digos. «Noi siamo pronti a tutelare in ogni modo chi si rivolgerà a noi, però c’è gente che non si è cavata una voglia nella vita per risparmiare e si è sentita dire che tutto è svanito: non è possibile delegare tutto ai tribunali, vedo qualche rischio di tipo sociale - riflette Roberto Zapparoli, presidente dell’associazione - Spero quindi che la politica si attivi, magari in sede di conversione del decreto di domenica».

Su questo tema sono intervenuti direttamente i sindacati di Etruria, chiedendo per le quattro banche un emendamento per «consentire un recupero, almeno parziale, del capitale investito in obbligazioni subordinate», magari attraverso «eventuali plusvalenze da maggiore realizzo dei crediti deteriorati che saranno conferiti alla bad bank». L’iter del decreto è iniziato, risulta che la stessa presidenza del Consiglio abbia acquisito informazioni in merito. Il senso del decreto di domenica, è quanto si coglie negli ambienti politici, era di mettere in sicurezza i correntisti delle quattro banche, ma più volte in queste settimane sono state fornite garanzie di salvaguardia fino al 2019 delle obbligazioni junior: tra pochi giorni si capirà meglio.

Stefano Ciervo

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