Rinviato a giudizio per frode di prodotti bio
Conclusa l'operazione della guardia di finanza: l'uomo di Comacchio coinvolto in un traffico di granaglie provenienti dall'Est Europa
PESARO. Sono 31 le persone rinviate a giudizio per le frodi di prodotte bio a seguito dell'operazione della Guardia di finanza di Pesaro. Tra queste anche una persona di Comacchio (ma residente a Ferrara), mentre le altre sono di varie province, tra cui anche due stranieri ed altri quattro residenti nella nostra regione.
Si tratta dell'operazione "Vertical Bio", effettuata nel settore dei prodotti agroalimentari biologici, risalente al gennaio 2014 e condotta da Guardia di finanza di Pesaro ed ispettorato repressione frodi del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. E' stato scoperto che la produzione di granaglie avveniva all'estero, in Paesi dell'ex Unione Sovietica (Kazakistan, Moldavia e Ucraina), successivamente venivano qualificate come biologiche dagli organismi di certificazione di quegli stessi Paesi ma controllati da soggetti italiani strettamente collegati agli imprenditori coinvolti nella frode. Le granaglie a quel punto venivano importate in Italia, in alcuni casi anche attraverso una società di Malta incaricata di sdoganare la merce, e poi vendute nel nostro Paese eludendo i controlli.
Le aziende coinvolte dal 2007 al 2013 hanno importato 350mila tonnellate fra mais, soia, grano, colza, semi di girasole ed altro per un fatturato di 126 milioni di euro, 32 dei quali risulterebbero derivanti da attività fraudolenta. In due anni di attività della finanza sono state eseguite 15 ordinanze di misure cautelari personali (arresti domiciliari) ed il sequestro preventivo di beni di varia natura per 24 milioni di euro. Per finire, sono state sequestrate circa 2.500 tonnellate di granaglie falsamente certificate come biologiche.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
