«Su di me decida il Papa»
Negri, che ieri ha compiuto 74 anni: a dimettermi non ci penso proprio
Passo veloce, la mazzetta dei giornali sottobraccio (già sfogliati di buon mattino), accompagnato da alcuni suoi amici laici e fedelissimi, l’arcivescovo Luigi Negri è uscito dalla Cattedrale di Ferrara ieri mattina dopo aver celebrato la messa delle 8. Lo abbiamo incontrato sul sagrato dopo “Il day after” dell’uscita del “Fatto Quotidiano.
Per il capo della diocesi di Ferrara-Comacchio quello di ieri era un giorno davvero speciale. Oltre infatti ad avere ancora ben accesi i riflettori nazionali sul caso “FrecciaRossa”, il treno teatro delle presunte dichiarazioni poi in gran parte dal vescovo smentite contro Papa Bergoglio e i nuovi vescovi nominati a Bologna e Palermo, ieri era il 26 novembre, giorno del suo 74º compleanno.
Il vescovo ha raccolto gli auguri di buon compleanno che gli abbiamo porto e subito dopo ha attaccato con voce ferma: «Non ho nessuna intenzione di dimettermi, questo è chiaro».
L’ipotesi per la verità era sorta in un passaggio del suo messaggio inviato alla diocesi nel quale spiegava e rinnovava «la certezza della fede in Cristo e la totale obbedienza al Papa» e dove puntualizzava che si rimetteva al consiglio del Papa «che per me è l’unico legittimo».
Ieri mattina il vescovo Negri ha quindi specificato che l’incontro che ha chiesto al Papa, tuttora impegnato nella sua prima visita pastorale nella martoriata terra d’Africa, servirà proprio «per chiarire tutta questa vicenda dove sono state scritte tante cose non vere. Sarà un incontro anche per parlare dell’Anno Santo».
Niente dimissioni quindi per monsignor Luigi Negri, l’appuntamento per questo atto resta quindi rimandato di un anno, al compimento del 75º anno, come prevede e impone il Diritto canonico per tutti i vescovi al raggiungimento di quell’età. Anche in quel caso poi sarà compito del Papa accettare o meno le dimissioni.
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