La Nuova Ferrara

Ferrara

Tassi usurai a imprenditore, il processo

Tassi usurai a imprenditore, il processo

Rinviati a giudizio tre dirigenti della Bnl: sono accusati dai giudici di aver praticato alti interessi oltre il “tasso soglia”

3 MINUTI DI LETTURA





Il processo si farà il 10 marzo prossimo in tribunale come deciso nei giorni scorsi dai giudici, e vedrà sotto accusa tre dirigenti di banca, della Banca Nazionale del Lavoro di Ferrara, per il reato di usura bancaria. Un processo che a dire il vero non è una novità per il panorama giudiziario ferrarese poichè almeno un altro processo vede imputati altri dirigenti bancari di Unicredit per aver praticato ad un cliente tassi usurai, fino al 30 % in quel caso. Il processo di marzo è stato deciso nei giorni scorsi dal gip Piera Tassoni che ha valutato necessaria la verifica in aula, da qui il rinvio a giudizio dei tre dirigenti di banca che nei diversi ruoli (chi gestiva il cliente e due direttori delle filiali di riferimento) seguivano il cliente: cliente cui l’istituto aveva concesso finanziamenti, praticandogli nel tempo, dal 2008 al 2012, tassi eccessivi che hanno superato il cosidetto «tasso soglia». Il giudice Tassoni ha valutato attentamente le posizioni e deciso, dicevamo, il processo. Che vede come vittima un imprenditore ferrarese al centro - prima del contenzioso penale - anche di un’altra causa con la stessa banca dal punto di vista civile. Il processo è stato chiesto dalla procura - il pm Ciro Alberto Savino e il procuratore Bruno Cherchi - dopo aver valutato le conclusioni di una perizia che era stata disposta dai magistrati e che aveva concluso con la rilevanza dei tassi usurai. Tassi, attenzione, non rilevanti come nell’altro caso citato, che superano il tasso soglia di pochi punti percentuali, ma che affermano secondo l’accusa - da valutare in sede di giudizio - la presenza di tassi eccessivi praticati ad un imprenditore ferrarese in difficoltà. Non a caso, tra le accuse, viene contestata l’aggravante del reato di usura per, scrive il giudice, «aver agito nell’esercizio di una attività professionale bancaria e commesso il fatto in danno di chi si trova in stato di bisogno». Il rapporto tra cliente e banca va dal 2008 al 2012, e il capo di imputazione che cita il reato di usura si sofferma su diversi trimestri in cui venivano praticati tassi che superavano la soglia da 1.242% a 0.027%. Sforamenti non eccessivi, ma ritenuti ugualmente tassi usurai. E non solo questi, poichè altri tassi contestati sono ritenuti comunque superiori e sproporzionati rispetto il tasso medio anche se inferiori al tasso soglia. Necessaria, dunque, la verifica processuale come deciso dal giudice. Una tappa finale voluta dall’imprenditore assistito dall’avvocato Lorenzo Buldrini dell’associazione consumatori Adusbef, che lo aveva assistito anche nella procedura civile-amministrativa che aveva permesso all’imprenditore di poter far valere le proprie ragioni: Adusbef infatti da tempo sottolinea che sono sempre più gli utenti, privati ed imprenditori, in difficoltà che fanno analizzare ad Adusbef conti correnti e mutui, in odor di usura. (d.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google