Tornata in vita in 24 ore dopo tre anni di odissea
Gaetana Simoni era stata dichiarata deceduta al posto di un’altra persona Dopo la denuncia alla Nuova il problema è stato risolto in poco tempo
COMACCHIO. Ieri alle 16 Gaetana Simoni è ritornata in vita. Sembra un gioco di parole, ma da Roma è giunta la conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate che la posizione fiscale della signora comacchiese è stata finalmente ripristinata. Quella di Gaetana Simoni è una storia che se non fosse vera potrebbe ispirarsi ad uno dei numerosi soggetti di Luigi Pirandello, che pongono al centro il valore della perdita di identità. La vicenda è nota, dopo che la giovane donna, esasperata dai rimpalli tra un ufficio pubblico e l’altro, ha deciso di chiamare la nostra redazione, nella speranza di porre fine ad un incubo, quello che per tre anni l’ha confinata nel registro delle persone decedute. «Ancora ieri mattina – ha raccontato Gaetana Simoni - mi era impossibile fare la domanda al Cup per il rinnovo della tessera sanitaria, perché evidentemente mentre al Comune continuano a dirmi che è tutto a posto, in realtà io figuro ancora di fatto deceduta». Già un mese fa, quando la donna si è rivolta al medico di famiglia per la prescrizione di un farmaco indispensabile per curare la sinusite, per l’ennesima volta ha riscontrato che il computer non poteva emettere la ricetta, «ma sembrava un problema legato alla fascia di reddito, da sistemare all’Usl», ha ricordato. Una volta esperita questa ulteriore verifica, si è constatato, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, che la posizione della giovane donna ancora non risultava sbloccata. «Visto che il farmaco mi serviva e che per l’Asl permaneva la difficoltà a sistemare l’inconveniente, – ha proseguito Gaetana -, il medico lo ha dovuto prescrivere a nome di mio marito». A questo punto, la donna il 24 novembre si è rivolta per l’ennesima volta all’Agenzia delle Entrate, visto che la tessera sanitaria risultava scaduta nel 2014, ma contrariamente a quanto avviene di norma, non le era stata recapitata al domicilio. «Mentre in Comune continuavano a rispondermi che era tutto a posto nei loro archivi – ha specificato Gaetana -, l’agenzia delle Entrate sosteneva il contrario, ma si è presa l’impegno a trasmettere a Roma la mia auto-certificazione di esistenza in vita, invitandomi così a non tornare più all’ufficio di Stato Civile». Ieri pomeriggio finalmente la svolta. Tuttavia per ottenere ulteriori riscontri, Gaetana si è recata anche presso la locale stazione dei carabinieri, dove ha potuto appurare che la sua patente era valida e disponeva di tutti i 30 punti previsti per chi non ha commesso infrazioni. Per l’Asl la situazione evidentemente è ancora da appianare dato che sempre ieri Gaetana è riuscita a prenotare una gastroscopia, «ma al Cup mi hanno risposto che posso eseguire l'esame solo nella regione Emilia Romagna. Fuori regione non posso. Mi chiedo allora se qualcuno mi sta prendendo in giro». ha concluso. Lo scambio di identità con l’omonima, realmente deceduta il 13 agosto 2012, è stato scoperto solo dopo che il Comune aveva trasmesso all’Agenzia delle Entrate l’atto del decesso e precisamente quando quest’ultimo ente pubblico ha ricevuto copia di un atto di successione, riferito però all’altra signora, quella nata nel 1925 e deceduta a Copparo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
