Una banca dati per gli immobili
«Trovare ogni edificio sugli identificativi catastali e toponomastici»
«Siamo abituati all'idea di un'anagrafe delle persone, che si spostano, ma non all'idea di un'anagrafe sugli immobili». Il paragone proposto da Fabio De Luigi, dirigente dei Servizi informativi e Territoriali, è chiaro: le banche-dati sono, nel nostro paese, una questione di vecchia data. Per parlarne si è tenuto ieri mattina un incontro a palazzo Bonaccossi introdotto dallo stesso De Luigi, dall'assessore ai Servizi informativi Roberto Serra e dal dirigente dell'Area Risorse Moreno Tommasini.
Tanti gli intervenuti: dall'Associazione dei Comuni italiani alla Regione Emilia Romagna a rappresentanti della municipalità di Bergamo fino agli informatici di Ibm, Advanced System e Sinergy. «Il territorio è gestito da tanti soggetti diversi, e la loro integrazione è una grande sfida - ha continuato De Luigi -: bisogna riuscire ad avere una visione unitaria. Adesso, tanto per fare un esempio, se dobbiamo riferirci alla nostra abitazione, quando siamo al catasto parliamo di mappali e fogli, quando siamo in Comune parliamo di via e numero civico».
L'obiettivo è dunque quello di «unificare le banche dati a livello per lo meno regionale, e possiamo dire di essere a buon punto. I primi vantaggi a cui miriamo - ha detto ancora il dirigente comunale - sono di natura fiscale: in un'epoca di spending review dobbiamo riuscire ad aggredire evasione ed elusione».
Tecnicamente, la novità di cui si è discusso ieri mattina si chiama “Aci”, un'infrastruttura che dovrebbe permettere di individuare ogni edificio sulla base degli identificativi catastali e toponomastici semplificando così tutte le attività di recupero fiscale.
Gabriele Rasconi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
