Bergamini scrive ai sindaci «A fianco del bond-people»
Il primo cittadino leghista di Bondeno vuole attivare una tutela legale comune Tagliani: risponderò lunedì, su questo tema ci stiamo muovendo da un anno
Un’alleanza tra sindaci ferraresi per dare forza alle azioni legali dei bond people di Carife. Ecco la proposta che il primo cittadino di Bondeno, Fabio Bergamini, avanza a tutti i colleghi ed in particolare al presidente della Provincia, Tiziano Tagliani, in “concorrenza”, nella sostanza, con le associazioni dei consumatori che in questi giorni stanno raccogliendo le richieste di procedere per via giudiziali per il recupero dei risparmi perduti. L’idea del leghista Bergamini è che si «individui un pool di legali specializzati e i nostri Comuni aprano le porte ai risparmiatori traditi, raccolgano le adesioni e creino le condizioni affinché si possa fare squadra contro un provvedimento sbagliato». Una rivolta istituzionale in piena regola, insomma, inedito assoluto per i nostri territori, che tra l’altro mette nel mirino il decreto 183 del governo. La reazione di Tagliani? «Non ho letto per bene la lettera, risponderò lunedì - ha detto il sindaco-presidente - Voglio ricordare che io e Maiarelli, per la Fondazione, stiamo lavorando da un anno su Carife e la soluzione trovata dal Fondo (poi affossata da Ue e Bankitalia, ndr) era il risultato di questo lavoro. Il sindaco di Bondeno si muove adesso...». Il “Carroccio” anti-decreto non sembra insomma partire con la spinta migliore.
La lettera di Bergamini si apre con un bilancio, che non è ufficiale nè definitivo, della vicenda: 30mila «azionisti a livello provinciale» che si sono visti cancellare i loro investimenti; bruciate obbligazioni per 60 milioni di euro (51 secondo fonti bancarie); il patrimonio della Fondazione svanito nel nulla, con 70 milioni andati in fumo. «Come sindaci non possiamo tollerare un simile affronto, nè possiamo stare a guardare di fronte a simili danni e alla desertificazione di un patrimonio, di un nome, di una storia». Per il sindaco bondenese si è creato un pericoloso precedente, «perché i “piccoli” devono pagare le colpe e le mancanze della malagestione dei vertici?», mentre anche gli enti municipali sono danneggiati. «Le decine di milioni di euro che, a seguito del decreto 183, sono stati cancellati con un colpo di spugna governativo sono risorse che non verranno reinvestite sui nostri territori, sono risorse che verranno d’improvviso a mancare all’intero sistema economico locale. Sono, in definitiva, un indotto mancato» è il ragionamento di Bergamini. Di qui la richiesta di colleghi di «un segnale, concreto e coordinato, a tutela dei nostri cittadini, dei nostri territori e per cercare in ogni modo di restituire ai risparmiatori traditi - e a tutto il territorio - le risorse indebitamente sottratte. Stare a guardare - è la sua conclusione - non fa parte del Dna dei sindaci, sempre in prima linea». Già giovedì il capogruppo regionale leghista, Alan Fabbri, aveva chiesto al governatore Bonaccini di sollevare una questione di costituzionalità del decreto 183. (s.c.)
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