La Nuova Ferrara

Ferrara

Camera di commercio ‘ravennate’

Camera di commercio ‘ravennate’

Sì unanime ad approfondire la fusione con l’ente romagnolo. Resta aperto un canale con Modena

2 MINUTI DI LETTURA





Via libera agli approfondimenti sulla fusione con Ravenna, ma non in esclusiva. È questa la decisione presa dalla giunta della Camera di commercio di Ferrara, che, all’unanimità, ha sì colto l’invito giunto dalla Romagna, incarcando nel contempo «il presidente di proseguire nelle interlocuzioni in atto con la Camera di commercio di Modena, in virtù delle specificità socioeconomiche che accomunano i due sistemi territoriali e facendo leva, in particolare, sulla collocazione geografica e sugli asset infrastrutturali, secondo una prospettiva d’integrazione e cooperazione». Escluso che si possa ipotizzare, almeno a breve-medio termine, una maxi fusione a tre a cavallo di Bologna, il doppio binario aperto dalla delibera asseconda le indicazioni sulla costituenda Area vasta istituzionale, che si sta orientando appunto verso Modena-Reggio, e degli stessi industriali. E qualche rilievo sulle possibili scelte camerali “eccentriche” rispetto a questo disegno era pure emerso, nei mesi scorsi, «ma non si può fare polemiche su questo punto - ha commentato in seranta il presidente di Largo Castello, Paolo Govoni - Noi non siamo un territorio, ma un ente che fornisce servizi, ha un bilancio e deve tenere conto di fattori operativi». La fusione con Ravenna, scenario che balza in pole position, è stata quindi effettuato «in base ai principi della maggiore efficienza, di più ampie economie di scala, della garanzia di servizi di qualità e dell’autonomia finanziaria» spiega una nota di Largo Castello. In Romagna già s’ipotizza per gennaio prossimo la chiusura dell’iter, con lo spostamento dall’1 gennaio 2017 della sede dell’ente camerale comune a Ravenna. Con Modena sono ipotizzabili semmai collaborazioni operative.

La scelta definitiva sarà presa dal consiglio camerale con la maggioranza di due terzi. «La delibera approvata ieri - sottolinea ancora Govoni - è un segnale di grande compattezza delle associazioni imprenditoriali. La via del cambiamento che abbiamo intrapreso in anticipo rispetto alla riforma delle Camere di commercio che il Parlamento si appresta ad approvare definitivamente condurrà alla creazione di strutture più robuste, realtà ancora più efficienti ed innovative che meglio potranno rispondere ai bisogni di territori e imprese».

Il programma è aumentare ulteriormente l’attuale 76% di restituzione alle imprese degli introiti, «e se le imprese ci chiedono di farlo in maniera diversa, dobbiamo essere preparati a mutare rotta» ha concluso il presidente. (s.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google