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«Carife casa di vetro» Capitanio fase 2, parla

di STEFANO SCANSANI
«Carife casa di vetro» Capitanio fase 2, parla

In silenzio funzionale impenetrabile per 2 anni e 6 mesi come commissario ora nominato ad, racconta la mission: «Fiducia ferraresi, l’azienda è sana»

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STEFANO SCANSANI. Capitanio fase 2. È la stessa persona. Ma l'amministratore delegato della Nuova Carife non assomiglia all'ex commissario della vecchia Carife. Eppure è sempre lui, e sono passate soltanto ventiquattro ore: il tempo per fare lo switch fra i due ruoli, ed ecco Giovanni Capitanio che non ha più la faccia feroce impressa nelle fotografie dell'assemblea di luglio, nella memoria degli azionisti, e nei ricordi dei due anni e sei mesi di tutela dura e muta della Banca d'Italia. Prima, per mandato e funzione, guai se parlava. Ieri sera mi fa telefonare per un appuntamento nella sede storica di corso della Giovecca, secondo piano, legno chiaro, scricchiolante e lucido il giusto. Arriva in ritardo perché è stato in giro a confrontarsi con clienti, a Rovigo. Spiega che ha regalato loro un paio di scarpe sportive. Capisco che Capitanio, veneziano di mare, 66 anni, residente a Verona, non ha in mente di bacchettare i giornalisti, evocare una qualche loro responsabilità nelle sofferenze finanziarie, obbligazionarie e psicologiche di tanti clienti, ma di aprire la banca. Appuntamento nella sala del consiglio d'amministrazione, quella con la serie dei dipinti simil-arazzo, stesso recinto iper-riscaldato dove al principio della fatidica estate 2013 la stampa incontrò gli allora commissari e Bruno Inzitari e Giovanni Capitanio. E, ricordo, lamentai la zero informazione fornita all'esterno. La risposta fu altrettanto zero.

S'è deciso, finalmente.

«Con Antonio Blandini ho lavorato sotto traccia con molta umiltà. Dovevamo tirare fuori tutti i disagi, tanti disagi. E non potevamo lasciare in giro ramificazioni, altrimenti il lavoro fatto in due anni e sei mesi oggi potrebbe essere compromesso».

Non è sottotraccia invece il problema drammatico aperto dal salvataggio di Carife: la perdita secca del valore delle obbligazioni, il titolo precipitato a zero, l'ansia dei dipendenti…

«Posso darle una risposta generale. Con forza dico che abbiamo avuto l'opportunità di vedere salvaguardato il risparmio di tutti attraverso le decisioni della Bce e del governo italiano, ovvero l'unica soluzione possibile. E questo deve essere un sollievo per i ferraresi, gli operatori, i risparmiatori, il territorio, i nostri dipendenti».

Nuova fase per Capitanio. Lei oggi non è riconoscibile.

«Beh, anche lei all'assemblea straordinaria di luglio aveva una faccia feroce… Sì, inizia la nuova fase per la Cassa. Quella promozionale e propositiva. Per due anni e sei mesi abbiamo controllato, rimesso in ordine, aperto i cassetti. Ora la Carife, si rimette sul mercato e compie la sua attività di azienda sana e positiva. Se ne convincano i clienti esterni ed esterni».

Cos'è un discorso inaugurale? Teme altre fughe di clienti?

«Ma no, le mie sono parole di fiducia. Abbiamo ripreso a lavorare come si fa appunto in un'azienda sana e propositiva. Domenica sera ho incontrato i dirigenti e i sindacati. Lunedì mi sono confrontato con i capi-area di tutta la rete. Martedì sono andato in giro per le diverse anime della banca. Poi ho altri due appuntamenti con clienti».

Dalla salamoia all'iperattività? Da così a così?

«La risposta al cliente ora può arrivare entro le quarantotto ore. C'è una nuova impostazione per riportare i bisogni dei clienti al centro dei nostri interessi. E per nostri intendo del territorio».

Ma all'esterno la protesta non è finita. Sa che un sindaco sta proponendo ai sui colleghi di costituire un fronte contro le misure salvabanche?

«Noi in Carife abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Abbiamo intrapreso un'azione di responsabilità verso gli ultimi due consigli d'amministrazione. Abbiamo lavorato dal maggio 2013 perché la Cassa diventasse una casa di vetro e senza problemi. Abbiamo dato risposte. E non abbiamo qualcuno che aspetta risposte da noi».

Oggi lei parla da amministratore delegato. Ma per quanto tempo? Qualche grande banca prima o poi acquisterà Carife, liberata, pulita, appetibile…

«Il sistema bancario sta andando verso la concentrazione. Ritengo che gli istituti bancari dovranno immaginare e approntare degli equi matrimoni. Gli obiettivi sono la sicurezza dei risparmiatori, la tranquillità operativa con passi adeguati, tempo per tempo».

Venga al sodo. Tanto ottimismo, quando ancora tanti ferraresi molto ustionati dalla storia recente si chiedono come andrà a finire.

«Dico che le sorprese sono finite. Anzi, non ce ne saranno più. Per realizzare la mission della nuova banca servono clienti e fiducia nell'istituzione, e poi una comunicazione puntuale, chiara, trasparente. Insomma, parte la Nuova Carife e nessuno si permetta di dire “bu”, perché è vero, oggi siamo propositivi, e c'è da correre. Ecco perché regalo scarpe sportive».

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