«Chirurgia ambulatoriale un futuro per il S. Camillo»
Novità ieri sera all’anniversario per le manifestazioni in difesa dell’ospedale Gelli (Cittadinanza Attiva): l’ingresso dei privati può rilanciare la nostra struttura
COMACCHIO. Il ricordo della lotta per la sopravvivenza dell'ospedale San Camillo di Comacchio, con il pensiero a quella notte del 27 novembre del 2001, dove i cittadini hanno lottato per evitare la chiusura del nosocomio e la presenza di decine di uomini delle forze dell'ordine, è stato onorato ieri dai componenti della Consulta Popolare per il San Camillo, alla presenza di un circa un centinaio di persone, che hanno assistito alla benedizione, al corteo ed al comizio pubblico in piazza Folegatti.
Prima dell'inizio del corteo, nella cappella dell'ospedale, don Giancarlo Pirini, alla presenza di diversi cittadini e del sindaco di Comacchio, Marco Fabbri, ha impartito una benedizione e celebrato una breve cerimonia. Il corteo, composto da alcune decine di persone, dove il coordinatore della Consulta, Manrico Mezzogori, insieme ad altri, hanno aperto la camminata stendendo lo striscione del movimento popolare di difesa del San Camillo, al suono de "L'ospedale non si tocca!".
Durante il percorso dall'ospedale, a piazza Folegatti, i cittadini sono stati resi edotti di alcune novità che si prospettano all'orizzonte per il nosocomio comacchiese. Giovanni Gelli, di Cittadinanza Attiva, ha esposto un progetto per la struttura del San Camillo. «In due anni - ha detto Gelli - in ambito della sanità pubblica vi sono stati cambiamenti che possono essere definiti epocali, con riduzioni di spesa che comporteranno una vera e propria rivoluzione. Se vogliamo che il San Camillo possa vendersi come struttura sanitaria sostenibile bisogna fare i conti con la realtà attuale. Dopo due anni, nel corso dei quali Comacchio e la Consulta erano stati banditi dai tavoli sanitari, si è avuto un confronto con la nuova direzione Asl, dando vita ad importanti novità come l'opportunità e la possibilità di aprire il San Camillo ai privati. Con questa prospettiva le sale operatorie e l'ex degenza ospedaliera del secondo piano dell'ospedale non diventerebbero sede di medicina generale, ma un'importante realtà di chirurgia ambulatoriale, che è il futuro dei piccoli ospedali e questa è una cosa positiva. Non dimentichiamo le 9mila firme raccolte per sostenere la sperimentazione pubblico/privato in ambito sanitario al San Camillo. Ora con questi confronti con la direzione Asl, uno spiraglio si è aperto, ora anche i tavoli di conferenza sanitaria locale dovranno fare la loro parte».
Dopo l'intervento di Gelli, conclusosi tra gli applausi, sul palco è salito Manrico Mezzogori che ha ricordato che si sono ricordati i 15 anni di lotta perché il San Camillo continui a vivere, ma che la cittadinanza comacchiese, combatte per il proprio ospedale, perché rimanga tale, da ben 35 anni.
Maria Rosa Bellini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
