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«La famiglia di Bergamini deve avere la verità»

di Marcello Pulidori
«La famiglia di Bergamini deve avere la verità»

Il procuratore Facciolla parla del caso del calciatore trovato morto nel 1989 L’avvocato Fabio Anselmo: «Andrò a Castrovillari, questa storia non finirà così»

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BOCCALEONE. Si apre una nuova luce sul giallo relativo alla morte di Denis Bergamini, il calciatore di Boccaleone trovato senza vita il 18 novembre 1989. Il nuovo procuratore capo di Castrovillari (nel Cosentino), Eugenio Facciolla, è pronto ad andare avanti. Qualunque sia l’esito della decisione del giudice per le indagini preliminari che deve decidere sulla richiesta di archiviazione presentata il 22 dicembre dell’anno scorso dalla stessa Procura che nel 2011 riaprì l’inchiesta credendo all’ipotesi dell’omicidio volontario. Dunque, si può ritenere tutt’altro che chiusa l’indagine sulla morte del calciatore del Cosenza degli anni d’oro, che quel 18 novembre 1989 venne trovato privo di vita sotto le ruote di un camion sulla Statale 106 Jonica, nei pressi di Roseto Capo Spulico (sempre nel Cosentino). Ieri Facciolla non è voluto entrare nel merito del lavoro dei colleghi, né si è espresso sul possibile esito della decisione del gip. Ha solo ipotizzato scenari: il gip potrebbe ritenere ammissibile la richiesta dei pm Giacomantonio-Anastasia ed emettere il definitivo decreto di archiviazione; rigettarla e rinviare gli atti alla Procura per le ulteriori indagini; oppure chiedere alla Procura di procedere all’imputazione coatta degli indagati, perché le prove sono da considerarsi sufficientemente idonee, e fissare l’udienza preliminare per l’ex fidanzata di Denis, Isabella Internò che era con lui quel sabato pomeriggio, e l’ex camionista di Rosarno, Raffaele Pisano che investì il suo corpo e che nel ’92 fu assolto. Nella decisione il gip dovrà tenere conto della richiesta da parte dei legali della famiglia Bergamini di ulteriori indagini medico-legali. «Abbiamo chiesto che si faccia il dibattimento – aveva detto l’avvocato Fabio Anselmo, in occasione della presentazione dell’opposizione all’archiviazione - perché gli approfondimenti sollecitati dai medici legali devono essere misurati all'interno del processo. Perché è chiaro che Donato Bergamini non si è suicidato. Non ci fermeremo!». L'avvocato ferrarese - noto per occuparsi di tutti i casi che lui stesso definisce di «mancata giustizia», da Aldrovandi, a Cucchi, a Uva, a Magherini - , ha già anticipato di aver ottenuto l’ok dal professore Vittorio Fineschi della Sapienza, per una nuova perizia. Una nuova tecnica di medicina forense, che necessiterebbe comunque della riesumazione dei resti di Denis. Il procuratore si è detto disponibile a ricevere la parte civile - il papà Domizio, la mamma Maria e la sorella Donata Bergamini - perché «al di là della giustizia siamo anche tenuti a dare la verità a queste persone». Infine si apprende che lo stesso Anselmo, legale della famiglia Bergamini, sarà a Castrovillari il 21 dicembre proprio per incontrare il procuratore Facciolla.

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